KONAMI M2 3DO – Conversions and Backup Cd-Rom Swaps

Era da un pò di tempo che puntavo a questo sconosciuto hardware realizzato da Konami, di realizzazione base su un 3DO. Il successo che ha avuto nelle salegiochi è stato piuttosto scarso, chiaro che con un catalogo giochi di 5 Titoli non si poteva di certo pretendere di meglio.

Nonostante questo, erano giochi che volevo provare. In primis ero super-curioso di mettere le mani sopra Evil/Hell Night. Adoro gli sparatutto su binari e per chi mi conosce sà benissimo il profondo amore che ho per la saga di HouseOfTheDead, di cui negli anni ho continuato ad approfondire (ed accumulare) per la mia collezione monotematica.

Grazie ad un brillante lavoro svolto dal ragazzo che gestisce il canale YouTube VideoGameEsoterica, e in seguito a parlarci direttamente via messaggi privati, sono riuscito a comprendere come funzionava il sistema di protezione per questo hardware arcade e successivamente a realizzare dei backup dai dump del mame, per poter giocare con tutto il parcotitoli, senza effettivamente avere i dischi originali (che sono comunque UN CASINO da trovare, non li ho quasi mai visti in vendita).

La konami M2 Ha in lista i seguenti giochi:

  • Battle Tryst
  • Evil Night / Hell Night
  • Heat Of Eleven 98
  • Total Vice
  • Tobe! Polystars

In primis, la compatibilità del BIOS. Il sistema ne utilizza due diversi.

Il primo BIOS, denominato 623B01, è compatibile con i giochi evidenziati in rosso, mentre il secondo, denominato 636A01, è compatibile con i giochi evidenziati in blu. Li trovate tutti e due negli zip delle roms e dovrete utilizzare quello giusto, a seconda della lista. Vanno scritti su una 27C160 2MBx8bit

Ora viene la parte bella, e non. Ci sono due revisioni della scheda e sono facilissimi da riconoscere:

  • Versione a 4MB di ram (Total vice, Tobe!)
  • Versione a 8MB di ram (Tutti gli altri)

Si riconoscono semplicemente guardando quante ram sono presenti nella PCB superiore della MotherBoard. Trattandosi di 1MB l’una e se la matematica non è un opinione, 4 Ram significano 4MB e 8 Ram significano 8MB, fin qui molto semplice. “Il problema” però è che SOLO la versione da 8MB è in grado di far girare TUTTI i giochi, mentre quella da 4MB è limitata esclusivamente a Total Vice e Tobe!. L’hardware è già difficile da trovare di suo, ma perfortuna questo è l’unico ostacolo…

Una delle motherboard più facili da trovare è quella di Heat Of Eleven 98, un gioco di calcio, ed è appunto quella che ho trovato io.

Come si creano i giochi e si convertono?

Iniziamo subito. Scelto il bios adatto al gioco che vogliamo giocare, iniziano le operazioni di “smistamento”. Per prima cosa, ci servono le immagini dei CD di gioco.

Tutte queste immagini, le ISO per essere più chiari, sono tutte ricavabili dai dump del mame e si estraggono dai CHD utilizzando CHDMAN.

Per fare questa operazione di solito scarico (o ricopio) chdman.exe, lo inserisco nella stessa cartella del CHD e poi via terminale, digito “chdman extractcd -i gioco.chd -o gioco.cue -ob gioco.bin” ottenendo il CUE e il BIN (alias l’ISO del gioco) da utilizzare poi con IMGBURN o CDRWIN.

Utilizzate questi due programmi di masterizzazione perchè i dischi dell’M2/3DO hanno una formattazione linux chiamata OPERAFS (Opera File Structure) e sono tra i pochi che lo supportano.

Prima di Masterizzarli, però, dovranno essere modificati.

La Konami M2 utilizza un sistema di protezione “semplice” ma efficace. Nella motherboard è presente un eeprom 93C46 Dip8 e un RTC M48T58Y.

Che cosa sono e che cosa contengono?

L’eeprom 93C46 contiene la chiave del disco, mentre l’RTC la mantiene “viva” al suo interno per compararla con i dischi. In sostanza, il 93C46 è la sorgente dell’RTC, non è cancellabile (non ha la batteria tampone come l’RTC) ed è un pò il backup primario del sistema.

L’RTC invece (Real Time Clock) ha una batteria tampone che quando si esaurisce non tiene più in memoria la chiave, e quindi non fà partire i dischi. Assicuratevi di avere un RTC che abbia ancora la batteria funzionante. Per verificare che sia ok, basta leggerla via programmatore e verificare che nella prima colonna ci sia scritta la chiave del disco, se invece è tutto a valore 0 o FF vuol dire che ha perso la carica e và sostituita (con una nuova, oppure potete aprirla e cambiarla, ma dovrete andare di dremel per scoprirla)

Metodi per scoprire la chiave

Per sapere quale chiave vi serve ci sono due modi:

  • Leggere l’RTC via programmatore
  • Leggere la dicitura del disco originale (se in possesso)
  • Leggere direttamente il 93C46 via programmatore

E’ molto improbabile trovare la scheda di gioco senza almeno il suo disco. Questo perchè, grazie alla protezione, i giochi sono legati a quell’hardware e non è possibile cambiarli senza modifica.

Prendiamo in esempio Heat Of Eleven 98 che ho io.

Sul disco è stampata la chiave che ci serve! Nel riquadro è scritto “703 EAA“. 703 è l’ID del gioco, mentre EAA è la versione (in questo caso Europa). Si possono trovare varie versione e revisioni dei giochi, che possono essere JAC, UBA, EAA, EAC e così via. La chiave di questa motherboard, legata al gioco, è quindi “703 EAA“. Per verificare che sia veramente quella, dovremmo trovare la stessa cosa sia nell’RTC (se funzionante) che nella eeprom 93C46 (che funziona a prescindere, si spera).

E ora, la magia:

Stabilita la chiave che ci serve e che abbiamo noi nel nostro hardware, per poter usare altri giochi dobbiamo editare, via HEX editor, l’immagine disco del gioco (il BIN ottenuto da chdman). In base al CHD che avete scaricato (dove è spesso scritto che versione sia), con l’hex editor (io uso HXD, gratuito e funzionale) cercate via CRtl+F la locazione dove è scritta la versione del disco (ad esempio GX666 UAC) e modificate tutto il parametro con “GX703 EAA” o comunque, quello che avete trovato nella chiave eeprom/RTC/disco stampato, usando GX come prefisso (che dovrebbe essere già scritto dentro il bin stesso).

Quello che siamo praticamente facendo è ingannare l’hardware a fargli credere di utilizzare un disco dello stesso ID e Versione di quello legato al suo interno… e … funziona eccome.

Per utilizzare invece i giochi del primo BIOS, oltre a questa modifica ed al loro bios relativo, dobbiamo anche modificare la DATA che è presente nel bin, poco sotto la dicitura GX xxx blabla e far sì che la data sia 19 98 (1998), altrimenti non funzioneranno (al suo posto si può trovare date antecedenti come 19 97 oppure 19 96)

E infine:

Dopo che li avrete masterizzati (ovviamente) non saranno più leggibili sul vostro computer (per via del file system diverso) ma sarà possibile verificare il contenuto utilizzando OPERAFS READER per Windows, un programma che è fatto apposta per vedere i contenuti di questi dischi in formato diverso). Se siete in grado di visualizzare il contenuto, vorrà dire che lo avrete masterizzato correttamente.

Infine, inserite il disco masterizzato e modificato, accendete tenendo premuto TEST. La prima volta vi darà errore e si riavvierà da sola (non dovete spegnere niente), ripremete TEST e tenetelo sempre premuto finchè non avrà riscritto l’eeprom e vi darà l’ok, l’operazione andrà a buon fine ed il gioco partirà senza problemi, sempre.

Non è di certo facile come bere un bicchiere d’acqua, però hey! siete venuti voi qui in cerca di questa informazione, non vi ho di certo obbligato 😀

Alla prossima

Manuele “TheDeath”

16PICSEL2021

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Martial Champion — Mystic Warriors (Conversion) Konami

Questa è una della altre conversioni che ho scoperto da solo e puramente per caso. Inizialmente avevo entrambe due le schede con dei problemi da sistemare, e lavorandoci sopra mi resi conto che ambedue erano sostanzialmente identiche come Layout, ma ovviamente disponevano di alcune differenze.

Questa conversione, nonostante sia facile a livello “preparatorio”, metterà alla prova la vostra pazienza perchè ci sarà tantissimo lavoro che includerà saldare e dissaldare. Consiglio di farla a chi ha davvero diverso tempo da spenderci sopra e di lasciare stare se avete intenzione di creare la fabbrica delle conversioni per tirarci sù due miseri soldi, non ne vale veramente la pena (e in ogni caso questi giochi hanno oramai raggiunto cifre consistevoli, se sbagliate qualcosa butterete via tutto).

Martial Champion to Mystic Warriors Conversion

Questa immagine racchiude tutto il lavoro che và effettuato sulla scheda.

Rosso: Bisogna cambiare la locazione di questi Jumper a Ohm. Dissaldare un punto e collegare l’altro. Quelli non in cerchio rimangono tali.


Giallo: Bisogna aggiungere un oscillatore da 24Mhz, una resistenza da 1kx4 e un custom 054539 per il canale che si occupa della voce sintetizzata nel gioco.
Arancio: 053990 Custom, da rimuovere.

Arancione: Custom da rimuovere.


Verde: Bisogna cambiare il PAL @18F e riscriverlo su un GAL22v10 usando il pld di Mystic Warriors. Per ultimo bisogna togliere le 2 ram 6264 e allocare nella colonna sottostante 2x 62256 (15ns). Idem per i due 74ls245.

Il resto si programma usando quello che vedete. Lascio le informazioni “sul vago” perchè ci sono troppe persone che utilizzano queste informazioni per farcene esclusivamente un profitto. Se veramente vi interessa avere questo gioco, dovete metterci un pò del vostro impegno ed esperienza.

Non voglio rovinare del tutto questo bel settore, pertanto le indicazioni sono generiche ma con un minimo di esperienza ci si può arrivare tranquillamente.

Alla Prossima!

16PICSEL2020

FootballChamp to Dead Connection (Conversion)

Oggi torno a parlare di Conversioni Arcade. Recentemente è stato trovato come convertire un FootBall Champ a Dead Connection, su hardware Taito F1.

Questa conversione è piuttosto semplice da realizzare, inoltre la scheda è già dotata di tutte le eeprom su socket e non dovremo nemmeno metterci lì a dissaldare come dei matti per ottenere il risultato finale. Ciliegina sulla torta, non dobbiamo nemmeno programmare le logiche dei PAL o dei GAL. Ci occorre solo una piccola modifica nella parte posteriore della scheda, lato saldature.

Bene, cominciamo.

Per il progetto vi serviranno:

4x 20c020, 2x27c400, 3x27c800, 1x27c512. Io ho utilizzato la versione “World” di Dead Connection (deadconx).

La parte più importante è la modifica sulla parte saldature. Football champ utilizza, come programma cpu, 4x27c010 da 128kb l’una mentre Dead Connection utilizza 4x27c020 da 256kb l’una, ma la scheda non è predisposta all’utilizzo di questa capienza maggiore ed è carente nell’indirizzo alto A18.

Modifica dell’indirizzo A18 e collegamento su cpu x68

Colleghiamo in serie tutti e 4 i pin dell’indirizzo A18 e li facciamo collegare nel punto in cui vedete in foto. Tagliamo la pista che collegava questo punto e la ricolleghiamo, passando dal true-hole sulla destra, al pin antecedente la traccia.

Locazione IC di Dead Connection Conversion

Prendiamo il rom-set di deadconx e iniziamo a scrivere le eeprom. Le estensioni che trovate scritte sulle eeprom stesse derivano dalle estensioni dei file che trovate nello zip, dovete semplicemente copiarlo.

Conversione riuscita!

Ed è tutto. Piuttosto facile e molto indolore. Oltretutto è anche un gran bel gioco, sicuramente 100 volte meglio di un gioco di calcio, almeno per i miei gusti.

Buon Divertimento!

16PICSEL2020

Osman Arcade Conversion 2.0 (Joe Mac Returns / Magical Drop)

Di recente, grazie all’aiuto di alcuni colleghi del settore, abbiamo “scoperto“, se così di può dire, come convertire OSMAN/CANNON DANCER utilizzando come scheda donor Magical Drop oppure Joe Mac Returns.

Solitamente per fare questa conversione si utilizzava il modello della scheda Simple 156 creata dalla Mitchell e non la variante della Data East (che è simile, ma non del tutto).

Con alcune modifiche e passaggi che vi spiegherò è possibile fare questa conversione anche con questo modello, molto più comune e meno costoso (Almeno, ancora per poco)

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Per fare questa conversione ci sono diversi passaggi:

  1. Rimuovere tutte le Prom dalla scheda
  2. Programmare le eprom nuove (servono: 2x27c322, 2x27c160, 1x27c4096, 1x27c4001)
  3. Modifica e programmazione speciale per le 2x27c322
  4. Modifica per il circuito audio
  5. Rimozione, riprogrammazione e re-installazione della NVRAM 93C46/93C45

Questa guida sarà in formato snello e non mi metterò a spiegare ogni singolo passaggio. Ovviamente vi servono un minimo di nozioni elettroniche, saper saldare/dissaldare, programmare eeprom e così via, pertanto dò per scontato che lo sappiate fare e passerò direttamente alla parte che a tutti interessa di più 🙂

Dopo aver programmato le 2x27c160 (Gfx, Suono), la 27c4001 (prog cpu audio) e la 27c4009 (prog cpu) dobbiamo concentrarci sulle 2x 27c322.

Il romset di Osman/Cannon Dancer è composto da 4 file grafici di 2MBx8bit l’uno (13A, 14A, 14H,14D) e siccome su questa versione della scheda ci sono solo due locazioni per la parte grafica più importante, dobbiamo unire i file in modo da poterli contenere all’interno di una 27c322 (che può contenere 4MBx8 bit l’una).

Per farlo, io utilizzo il Prompt dei comandi (ma vuoi potete usare quello che volete) e bisogna unire i file:

  • 14A+13A per creare la nuova eeprom allocata nel socket 13A
  • 14H+14D per creare la nuova eeprom allocata nel socket 14A

La scheda non è disposta per l’utilizzo delle 27c322 e pertanto andrà lievemente modificata. Questo perchè l’indirizzo A20 non è collegato alla logica sulla scheda (in quanto sulle 27c160 che supporta nativamente questo indirizzo non è presente). Se non eseguite questo passaggio vi ritrovate con grossi errori grafici:

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Questo è quello che dovete fare nella parte anteriore della scheda. In primis tagliare le due tracce dell’indirizzo A20.

Per secondo, collegarle in questo modo (seguite la foto, è pienamente comprensibile)

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Fatto questo si passa alla parte dell’audio. I giochi da cui effettuiamo la conversione sono tarati a 2Hz sulla frequenza audio, Osman però utilizza solo 1Hz in ambo due i casi e pertanto lo dobbiamo adattare a questa frequenza (altrimenti la musica del gioco è come se fosse velocizzata di due volte!)

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Modificheremo i due PIN dei due dac OKI 6269.

  1. Tagliare la pista dell’oki in basso
  2. Collegate un cavo (consiglio super sottile, tipo AWG30)
  3. Collegare quel cavo al truehole dell’Oki superiore, sullo stesso pin

Infine la NVRAM 93C45/46

  1. Dissaldatela
  2. Programmateci sopra l’.nv file del romset (potete scegliere la versione che volete, Osman oppure Cannon Dancer)
  3. Lo programmate con l’opzione BYTESWAP

Ed avete finito! 🙂

Alla prima accensione ricordatevi di tenere premuto il tasto TEST in modo da resettare la scheda e farla partire definitivamente (lo dovete fare solo una volta).

E non fate GLI STRONZI a vendere le conversioni a 2000 euro su ebay che tanto oramai tutto questo è un bene comune del popolo di internet e degli smanettoni come me nel settore arcade!

Alla Prossima!

16PICSEL2020

Konami GX Conversion (Lethal Enforcers 2 to Gokujou Parodius)

Un mio caro amico mi ha regalato una Konami GX con Lethal Enforcers 2. Conosco abbastanza la piccola saga shooter della Konami, e nonostante amo letteralmente il genere, non ne vado particolarmente matto. Lo trovo divertente da giocare, ma odio le silhouette di carta con quel finto realisimo da album di figurine (tipo quelli che facevano tratti dai film, che distustavo.. Sgorbions tutta la vita!)

Visto che il gioco non mi appagava ho deciso di convertirlo in Gokujou Parodius (Fantastic Journey in versione europea) che è praticamente una parodia stessa di Gradius, sempre della (ex) eccellente Konami.

A dire il vero nemmeno adoro gli ShootEmUp, però Parodius è troppo bizzarro e divertente e la scheda originale è arrivata a prezzi assurdi, tra l’altro (non che Lethal Enforcers 2 sia proprio “economico”, ecco…).

La conversione non è difficilissima se avete gli strumenti giusti ed una buona dimestichezza con questi lavori, ci sono degli accorgimenti che però vanno rispettati, vi eviteranno qualche ora persa come il sottoscritto.

Come molti giochi di allora, soprattutto Konami, le schede adottavano molto spesso dei sistemi di protezione anti pirateria/bootleg. Il sistema Konami GX ha diversi giochi interessanti nella sua lista, ma tra questi, solamente due titoli sono esenti da qualunque tipo di protezione. Indovinate un pò quali sono? Lethal Enforcers 2 e Gokujou Parodius.

Per tutto il resto, Salamander 2, Sexy Parodius (il seguito), Twin Bee, Dragon Might e così via, restano al momento nel cassetto, protetti, in ogni senso.

Bene, procediamo.

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La scheda è suddivisa in due parti:

  • La parte inferiore è la motherboard. Per la conversione non ci servirà cambiare nulla e/o rimuovere qualcosa. La lasciate esattamente così com’è.
  • La parte superiore è la rom board. Qui è dove andremo a lavorare. Svitatela e staccatela dalla motherboard.

La prima cosa che dovremo fare è rimuovere tutte le Prom/Eeprom presenti sulla scheda. Io utilizzo due strumenti, una semplice pistola a caldo della Einhell e una pistola succhia stagno elettrica di marca cinese (Zd896).

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Prima di procedere a scaldare e succhiare lo stagno dalle mask rom, ho ricoperto i socket bianchi con del nastro Kapton. Questo nastro è incredibilmente utile nel campo elettronico, ed è in grado di resistere ad altissime temperature. Se agissi senza, i connettori di plastica si scioglierebbero (parliamo di 300/350 Gradi!) e dovrei praticamente buttare via tutto.

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Con un pò di pazienza rimuovo tutto. Credevate fosse facile? eh?

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E successivamente passo al “sockettaggio” del come viene viene. Generalmente metto tutto su socket, in modo tale che se si guastasse qualche eeprom o dovessi “scriverla” in modo errato, potrei semplicemente rimuoverla e rimpiazzarla. Sconsiglio vivamente di saldare direttamente le eeprom nei loro alloggiamenti, a meno che voi siate al 100% sicuri di quello che fate (non il mio caso, non sempre almeno).

  1. Punto importante: le 4 prom a 32pin allocate in posizione 26B/28B/30B e 33B, che abbiamo rimosso, non verranno più usate. Ci servirà le allocazioni 27B e 31B (da 40 pin), pertanto dovrete liberare i fori per allocare i socket.
  2. La fila di TTL nella parte superiore (da 8A a 19A) và modificata. Dovete rimuovere TUTTI i ttl ad eccezzione per le posizioni 18A e 15A, che vanno mantenute invariate.

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Per la conversione vi serviranno:

  • 2x 27c010 128kb
  • 1x 27c040 512kb
  • 4x 27c160 2MB
  • 2x 27c4096 o 27c4002 o 27c240 (512Kb x8bit)
  • 1x 27c800 1MB

Infine procedo a “masterizzare tutto.  Bisogna utilizzare i nomi dei file (le estensioni, per la precisione) ed allocarli sulla scheda seguendo il silkscreen (la marcatura bianca con le diciture sotto ogni alloggio). Troverete tutto combaciante tra le marcature della scheda e i nomi dei files delle rom, ad eccezzione per la locazione 31B dove andrà messo/scritto il file 21B.

Utilizzate questo ZIP per le roms, è l’unico compatibile con la modifica: Gokujoparo Conversion

  • Se vi trovate in difficoltà nel reperire una eeprom 27c800 potete sostituirla con una 27c160, scrivendo il file raddoppiato al suo interno (utilizzate il comando COPY /B sul prompt). Cercate qualche tutorial se non vi è chiaro 😉

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Infine i 3 Jumpers, che vanno settati così come li vedete in foto: JP5 Destra GND, JP6 vuoto, JP7 Destra 1M

 

Se è andato tutto bene non vi resta che giocare! (alla prima accensione, tenete premuto il tasto TEST sulla scheda in modo che la NvRam si resetti)

Alla Prossima

16PICSEL2019

 

 

 

 

Sega MODEL 2B-CRX Conversion (Last Bronx)

Ebbene, grazie ad un mio caro amico, mi sono ritrovato con una piccola “pila” di Virtua Striker su Sega Model 2B Crx.

Odio il calcio, non mi è mai piaciuto come sport, forse sono uno dei rari casi in italia! 😀

Faccio eccezzione per Super Sidekicks, Tecmo World Cup 98, Sensible Soccer e Tehkan World Cup, ma per tutto il resto non trovo alcun interesse, ed è già tanto che mi piaciono questi 4 (ottimi) titoli, altrimenti sarei rimasto a zero. Adoro i picchiaduro, gli action, gli sparatutto e i giochi ritmici, ma non i giochi di calcio.

Ci sono 3 versioni di Sega Model 2:

  • 2A crx
  • 2B crx
  • 2C crx

Sono essenzialmente identiche come sistema (da cui poi si è pre-basato il Sega Saturn) ma hanno delle differenze in alloggiamento della sub-pcb che contiene le roms del gioco, alcune hanno chiavi di decriptazione e/o ram differente.

Mastico abbastanza in termini di conversione dei giochi arcade, e seppur con poca scelta, convertire una Sega Model 2B Crx è sicuramente tra le più facili da fare. Ci sono alcuni giochi che sono stati ideati anche su altri modelli (addirittura tutti e 3 come Dynamite Cop) ma che sono spesso accompagnati da moduli aggiuntivi che decriptano le roms e quindi non convertibili. Della lista che segue, gli evidenziati in verde non sono decriptati (quindi convertibili) e gli evidenziati in rosso, viceversa.

Dead Or Alive (2B)
Dynamite Baseball (2B)
Dynamite Baseball 97 (2B)
Dynamite Cop/Dynamite Deka 2 (2A – 2B – 2C)
Fighting Vipers (2B)
Last Bronx (2B)
Pilot Kids (2A-2B)
Sonic Championship/Sonic the Fighters (2B)
Virtua Striker (2B)
Virtual On (2B)
Zero Gunner (2A – 2B)

Last Bronx è uno dei meno “capienti” ed è un gioco che mi piace, un giusto misto tra Virtua Fighter e Fighting Vipers. La conversione è suddivisa in due fasi, scrittura eeproms e settaggio dei Jumpers, quest’ultimi fondamentali. Con queste due fasi è praticamente possibile convertire qualsiasi gioco della lista verde con un medesimo della stessa. La vera chiave “risolutiva” è il settaggio dei Jumpers, spesso è difficile riuscire a capire quali sono da delle foto trovate online, oppure reperire queste informazioni da qualcuno che abbia la scheda sottomano, ma per oggi condividerò il settaggio di Last Bronx, che è appunto tra i più facili e conosciuti.

Per prima cosa dobbiamo rimuovere tutte le Eeprom/Prom presenti sulla scheda superiore. Sega, a quei tempi, adottava diversi “misti” tra eeprom (cancellabili e riscrivibili) e prom (non cancellabili e non riscrivibili) e delle varie che ho in possesso ci sono diversi misti tra loro. Per la conversione ci servirà:

  • 3 Eeprom 27c4002 o 27c4096
  • 2 Eeprom 27c160
  • 8 Eeprom 27c322

Se la vostra versione non dispone di Eeprom (tutte o nessuna come la foto sottostante) vi toccherà comprarle (Su Ebay, Aliexpress, Digikey, dove volete voi)

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Nel mio caso, utilizzerò quelle di un altro ennesimo Virtua Striker che ha appunto Eeprom al post delle Prom.

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Una volta fatto la vostra base sarà completamente spoglia, è buona idea quella di pulire i contatti dei Socket, con uno spray per contatti elettrici.

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Dopo aver preso le Eeprom, averle eventualmente cancellate con raggi UV, prendiamo il nostro fido programmatore di eeprom. Io utilizzo due modelli, un TL886 e un Top3000 (quest’ ultimo è compatibile con eeprom a 40/42 pin come appunto le 27c160 o 27c322)

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Scaricate la rom di Last Bronx per MODEL 2 e iniziate a scriverle man mano. In questa foto ho elencato tipologia di eeprom da usare, locazione, e file da scrivere sopra. Non dovete far altro che copiare.

Qui potete trovare un immagine ad alta risoluzione: LastBronx model2b conversion

LAST BRONX CONVERSION MODEL 2BCRX

Infine, dopo aver scritto tutto, seguite nuovamente l’immagine e posizionate attentamente TUTTI i Jumpers (quelli blu) nella posizione che ho elencato nell’immagine.

Ci sono 3 PIN ad ogni jumper, sistemati come “3 2 1”, non dovete far altro che seguire il mio settaggio e otterrete la conversione di Last Bronx su Sega Model 2B CRX.

Buon Divertimento

16PICSEL2019

House Of The Dead ARCADE ARTWORK (Cpo/Instructions/Sticker)

House Of The Dead Arcade Artwork

Sono una rana. Salto di qua e di là, faccio mille cose e poi nuovamente ritorno sui miei passi. Non ho abbandonato il blog, dovevo solamente rifare “il giro“.

Da qualche mese mi stò occupando nuovamente di cabinati arcade, giusto pochi giorni fà ho realizzato il sogno di avere in casa mia un bellissimo House Of The Dead 4, la versione Deluxe da 52“. Ho sempre desiderato averne uno, nonchè mi ritengo uno dei maggiori appassionati (e collezionisti) di tutto quello che riguarda questa saga.

Nel mentre, stavo “restaurando” un cabinato originale di Virtua Fighter 2, mancante di grafica sul control panel e sul bezel. Ero piuttosto sicuro che sarei riuscito a trovare qualche scansione online ma fui ben presto illuso dall’idea.

Trovare le scansioni delle grafiche dei cabinati è davvero UN IMPRESA, giocano a sfavore diversi fattori. In primis il passare del tempo (che ne ha rovinate gran parte) tra sporcizia, sole, gomme da masticare e graffi di ogni genere, poi subentra il fatto che se si trovano (per scannerizzarle) bisogna dotarsi di un grosso scanner oppure fare diverse scansioni ed unire tutto insieme con i vari photoshop e così via, infine il guadagno, perchè chi le ha difficilmente “regala” le scansioni, anzi, offre un vero e proprio servizio di stampa e che molto spesso vi verrà chiesto di pagare profumatamente.

Oggi voglio condividere qualche scansione che ho personalmente fatto delle grafiche che ho reperito (nuove e mai applicate) di questa bellissima saga. Sò che non sono molte e probabilmente non sono nemmeno così richieste ma ci tenevo a condividerle gratuitamente. Ci sono, miracolosamente, alcuni siti gratuiti ( ArcadeArtwork Org ) che mi hanno regalato molto in questi anni e pertanto voglio ricambiare il favore, anche se piccolo da parte mia.

(A fine articolo troverete il Link al mio MediaFire di condivisione)

HOTD4 Instruction Sticker (DELUXE 52″)

HOTD4 Instr Sticker

HOTD2 Super Deluxe Back Seat Sticker

HOTD2 Seat Sticker Super Deluxe

HOTD2 Super Deluxe CPO

HOTD2 CPO Sticker Super Deluxe

TOTD Japanese Instruction Sheet (Sega NAOMI Cabinet)

TOTD Instr Sticker

HOTD1 Deluxe 29″ CPO

HOTD1 Cpo

Link:

http://www.mediafire.com/folder/3de9ekqoy683e/HouseOfTheDead_Arcade_Art

Alla Prossima 🙂

16PICSEL2019

 

 

Arcade Wei Ya / Guangzhou Zhida Arcade Monitor Chassis – GUIDE e Info

Solitamente, d’estate, ritorno nella mia saletta arcade per rinfrescare un pò l’ambiente e fare qualche lavoro sui miei cabinati. Come tutta l’elettronica degli anni 80/90, è ben noto che prima o poi capiti qualche guasto (ed è già un miracolo che tutt’oggi ancora funzionino), sia in utilizzo prolungato ma anche oppositamente, per non utilizzo frequente.

Non mi sono mai “buttato” sulle reparazioni dei monitor. Da qualche anno ho iniziato ad approfondire il discorso jamma a livello tecnico/riparatorio ma non ho mai approfondito il discorso arcade a livello di elettronica dei monitor.

E’ stato così che tra una pulizia ed un altra, mi sono ritrovato con un cabinato che presentava un monitor guasto.

Sono un assiduo compratore di Aliexpress.com per quanto riguarda moltissimo materiale elettronico (cap, resistenze, ttl, mosfet, diodi, gauge wire, eeprom e cosi via) ed ero a conoscenza di questi fantomatici “UNIVERSAL Monitor CHASSIS” che circolavano sul sito già da diversi anni e che sporadicamente ne avevo sentito parlare qua e là da qualche amico.

Le mie minime informazioni in merito mi sussultarono che per sostituire uno chassis di un monitor arcade avrei dovuto trovare un equivalente compatibile. Sapevo che non avrei potuto acquistare il primo che mi capitava a tiro perchè avrei seriamente rischiato di buttare soldi o peggio, buttare via tutto per aver fuso qualcosa d’irriparabile.

D’altronde questi chassis sono “UNIVERSALI” che mai potrebbe andar storto? Ecco, in mancanza di vere e proprie informazioni, mi resi conto che praticamente non ne parlava quasi nessuno. Se trovavo qualcosa, le informazioni erano talmente scarse (e spesso molto vaghe) che lasciavano a desiderare chiunque volesse tentare di installarne uno.

Sostanzialmente ci sono, come prima categoria, due tipologie di chassis “universali”. La prima è equivalente ai tubi di dimensione non superiore ai 21 Pollici, mentre la seconda ha un range generico tra i 25 e i 29 pollici. Le elettroniche che ho trovato sono tutte CGA (15khz RGB).

La prima “marca” che le mise in vendita è la WEI-YA e successivamente arrivò nel mercato qualche altra marca generica (principalmente detta “guangzhou zhida”)

Elettronica WEI-YA

Wei Ya Monitor Chassis

Elettronica UNIVERSAL MONITOR CHASSIS (guangzhou zhida)

Universal Monitor Chassis (Generic) Arcade

Dopo l’acquisto della versione Universale a 25/29 Pollici, mi arrivò, a casa, la prima elettronica. La montai sul cabinato e… puff. Niente. Vuoto totale. Qualche scricchiolio, qualche rumore di pop-corn appena fatto. Lì mi resi conto che avevo appena sfumato uno chassis nuovo di pacca. “Ottimo“, mi dissi, ” ma non erano UNIVERSALI e tante belle cose?”.

NO. O almeno, non proprio.

Chiamarle universali sarebbe come dire “il gelato a tutti i gusti del mondo“, un emerito specchio per le allodole.

STEP 1:

Il Voltaggio.

Una delle cose più importanti per un prodotto elettronico è il manuale d’uso. Per quanto riguarda questi chassis non solo risultano introvabili, ma non vengono nemmeno forniti all’acquisto, dandomi anche il dubbio che questi esistano del tutto.  Nonostante sia riuscito a trovare qualche straccio di scansione online su questa manualistica, le informazioni fornite al suo interno sono scarse, ma cosa ancora più grave, le parti più utili non sono del tutto riportate!!

La prima fondamentale informazione di questi chassis è che RICHIEDONO l’utilizzo di un trasformatore ISOLATO. Tutti i modelli di chassis funzionano con tensione di voltaggio a 110V ma a causa della loro tipologia NON sono compatibili con nessun Stepdown/Updown converter (ed è proprio così che bruciai il primo acquisto!) e richiedono, per l’appunto, una tensione isolata ed esclusa dalla massa (ground) del vostro impianto di casa. Il primo grave errore, non riportato, è stato proprio quello di utilizzare un convertitore di corrente simile, tenendo presente il mio abituale utilizzo con console d’importazione dal giappone e dall’america (e questo discorso si applica anche se voi abitate in un territorio con voltaggio a 110V, vi servirà comunque un trasformatore isolato)

Il trasformatore che ho acquistato io (isolato) su Aliexpress converte la corrente da 220V a 110V (180Watt di assorbimento) e fornisce la tipica presa Giapponese/Cinese per poter collegare lo spinotto dello chassis, per la precisione, esattamente il modello sottostante.

Isolated Transformer (220V a 110V)

STEP 2:

Il Giogo di deflessione.

Questo “cono” che fuoriesce dal retro del monitor è di vitale importanza, in quanto serve a focalizzare i fasci elettronici dei catodi (detto molto brevente), ma a seconda del modello di monitor, ha delle Impedenze e delle Resistenze, sulla deflessione Orizzontale e Verticale, diverse tra loro.

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Una delle prime cose che ho imparato, quando si vuole sostituire uno chassis, è controllare questi parametri, specificatamente, dai cavi collegati di deflessione (2xH e 2xV)

Sicuramente in casa vostra avrete già un multimetro (giusto?), ma molto difficilmente sarete dotati di un impedometro (richiedono apparecchiature abbastanza specifiche, spesso anche molto datate, come un oscilloscopio). Ho spesso letto, tra chi è ben più informato di me, che il vero TEST decisivo per stabilire se uno chassis è compatibile con un tubo, è appunto misurare l’impedenza anzichè la “grossolana” resistenza.

In ogni caso è comunque possibile “cavarsela” con un semplice multimetro (con appunto il test della resistenza), settandolo al minimo (generalmente 200ohm) e misurando H e V sul giogo. Nel caso specifico di questi chassis cinesi, è anche più che sufficente.

Sempre tornando al discorso del “Una delle cose più importanti per un prodotto elettronico è il manuale d’uso.” i nostri amici a mandorla non hanno specificato la resistenza richiesta da questi chassis in modo tale da poter funzionare sui tubi.

Le specifiche richieste sono:

Resistenza Verticale (V) da 6 Ohm (MINIMO) a 12 Ohm (MASSIMO)

Resistenza Orizzontale (H) da 1.3 Ohm (MINIMO) a 2.5 Ohm (MASSIMO)

Dopo aver reperito queste informazioni (e vi posso assicurare che non è stato facile) ho controllato le specifiche del tubo con cui avevo “bruciato” la prima elettronica. Ho settato il tester su 200Ohm e ho misurato sul connettore proveniente dal giogo i primi due PIN del Verticale, trovando 4.3 Ohm

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e gli ultimi due PIN dell’Orizzontale, trovando 0.8 Ohm

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Sostanzialmente, anche se avessi usato correttamente un trasformatore Isolato, questo monitor sarebbe risultato INCOMPATIBILE, pertanto avrei comunque buttato via tutto dopo averlo acceso.

Ovviamente non mi sono dato per perso, non dopo aver scoperto i requisiti, ma soprattutto perchè ho diversi cabinati e avevo altre possibilità di testare il tutto.

Mi sono nuovamente “buttato” su aliexpress e ho comprato la stessa identica elettronica, per la seconda volta.

Dopo aver smontato e controllato qualche cabinato, finalmente rilevo un monitor con resistenza 6.3 Ohm sul Verticale e 2.0 Ohm sull’orizzontale…

collego il tutto, alimentazione isolata, rgb, massa, anodo, cavi di deflessione… e …dopo un paio di settaggi con i potenziometri sullo chassis (scritti in CINESE!!)… VOILA’!

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Serve ancora qualche accorgimento con l’ampiezza H/V, ma il peggio è passato…

Finalmente lo chassis funzionava, e nonostante tutto, l’immagine non era nemmeno malaccio da cosa avevo letto in giro (Problemi di Tearing e quant’altro, ma forse è stata solo fortuna nel mio caso). Ho comunque dovuto “smanettare” parecchio con i potenziometri in quanto tutti i livelli dei colori ( R G e B) erano al massimo, il contrasto al minimo e la luminosità al massimo, il fuoco immagine completamente sballato… ma nonostante questo il risultato è stato soddisfacente.

Alla fine della fiera mi ritrovo con un Monitor senza chassis.. ma con un altro che ne ha uno di scorta nel caso si guasti in futuro (al momento ho deciso di usare quello cinese e tenere da parte il suo originale, un Semio Bifrequenza Automatico).

Fate molta attenzione al trasformatore e alle specifiche del giogo, con questi accorgimenti vi sarà possibile cambiare elettronica con il “QUASI UNIVERSAL” chassis monitor della Wei-YA/Guangzhou Zhida!

Alla Prossima

A cura di Manuele “TheDeath”

16PICSEL2018

 

 

 

OG SHARP x68000 CZ-600CE Repair – GUIDA

Conoscete lo sharp x68000? Se la risposta è no, dovreste.

Questo “piccolo” gioiello, realizzato dalla SHARP nel 1987 e solo in Giappone, è un HomeComputer basato su CPU Motorola 68000 a 10Mhz. Possiede un parco titoli fenomenale, nonchè conversioni eccellenti di videogiochi da sala (Street Fighter 2 fù sviluppato su questa macchina).

Quasi tutti i modelli, durante i tanti anni che oramai sono passati, hanno sofferto di un grosso problema di costruzione e a causa della batteria installata che negli anni si è danneggiata e ha rilasciato liquido corrosivo all’interno della scheda madre, circa l’ 80% dei modelli che ancora oggi si possono trovare in vendita hanno sofferto di questo problema, e se sono ancora “vivi“, ne soffriranno presto.

Ma il problema peggiore, al giorno d’oggi dove il web è a portata di mano per chiunque, si trovano poche informazioni sulle loro riparazioni, considerando anche che questo retro PC è rimasto davvero di nicchia negli anni ed è tutt’oggi vagamente rimasto tale, in un grossa pentola chiamata “retrogame”, che è oggi sulla bocca di tutti.

Questa piccola guida ha lo scopo di raccogliere tutte le informazioni che sono riuscito a reperire tramite internet e nei vari forum (altra cosa che oramai nessuno conosce più) che ho frequentato nell’intento di riparare il mio sharp CZ-600CE.

Il punto critico, come ho specificato prima, è la batteria. Serve per tenere in memoria i settaggi del bios (memoria, orologio, impostazioni varie di boot, ecc ecc) proprio come i computer di oggi.

Questa batteria si trova in una zona cruciale del sistema, dove sono presenti ben due Oscillatori al quarzo (da 69Mhz e da 38Mhz), alcuni binari di resistenze/condensatori e diversi TTL integrati.

Partendo dal meno grave in sù, i seguenti sintomi sono riscontrati dopo l’accensione:

  • Nessun salvataggio del bios e impostazioni
  • Nessun video visualizzato a schermo
  • Tasto d’accensione frontale che non spegne e/o accende il pc
  • La macchina non si accende del tutto (nb: considerato che abbiate alimentatore interno funzionante e/o abbiate modificato l’alimentazione con un ATX moderno)

Salterò la parte dello smontaggio dato per scontato che voi lo sappiate fare (risulta comunque facile, ma i tutorial si trovano in rete) e passerò direttamente alla motherboard.

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Questa è la parte incriminata di tutto il sistema. Con tutto il probabile vi ritroverete un sacco di macchie verdi e corrosione in tutta la zona vicina alla batteria, che rimuoverete per primo, tagliandogli nettamente le gambe con una pinza o delle tronchesi.

Noterete che esattamente alla destra della batteria è situato l’oscillatore al quarzo da 69.55199MHZ, da considerarsi defunto. La batteria ha già eseguito il compito di buttarci acido all’interno, danneggiandolo e rendendolo irriparabile. A causa della sua necessaria e specifica frequenza, non è possibile sostituirlo con nessun equivalente superiore o inferiore (es: 70.0000 Hmz o 67.0000Mhz) ma solamente con il modello che andrò a descrivere.

Questo modello è una versione odierna di un oscillatore, con la possibilità di essere programmato a qualunque frequenza desiderata. Cercate questo modello su Digi-key: CPPT1-HT0PT-ND, acquistatelo e nelle note dell’ordine richiedete d’essere “masterizzato” alla frequenza di 69.551199Mhz. Digi-Key è un ottimo sito dove reperire questo tipo di  materiale, l’oscillatore vi costerà pochi euri (2-3E) ma pagherete, ahimè, molto di spedizione fino in italia (dall’america), ben 18Euro. Consiglio una piccola spesa aggiuntiva per risparmiare qualcosa sulle spedizioni e valorizzare l’acquisto.

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Una volta ricevuto dobbiamo effettuare una piccola modifica. Taglieremo il PIN1 (dove si trova il pallino bianco) dell’oscillatore in quanto in questo modello è considerato un OUTPUT ENABLE e non un punto di massa (Ground) come sull’x68000, quindi se verrà collegato alla massa sarà disablitato automaticamente. Una volta tagliato lo isolate con un pezzo di nastro isolante in modo tale che non vada a toccare contatti nella motherboard. Saldate i rimanenti 3 pin che sono compatibili con quelli rimanenti sulla scheda.

E’ abbastanza raro che succeda, ma se volete verificare che la macchina sia probabilmente già funzionante, potete collegare il tutto e fare un test. Se avete già risolto, STANDING OVATION per voi, altrimenti, procedete nella lettura, continueremo nella riparazione.

Dopo aver sostituito l’oscillatore ci concentreremo sui componenti vicini alla batteria, d’altronde l’acido che ha rilasciato ha corroso tutti i componenti in quella zona e non sempre si risolve cambiando solo ed esclusivamente l’oscillatore stesso. I successivi componenti che si deteriorano sono due integrati, precisamente il 74132N (QUADRUPLE 2-INPUT POSITIVE-NAND SCHMITT TRIGGERS) e un 7705ACP (SUPPLY-VOLTAGE RESET/SUPERVISOR). Li trovate nuovi, anch’essi, su Digi-Key.

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Ci sono diversi metodi per poterli rimuovere dai loro alloggiamenti. Potete utilizzare un succhia stagno elettrico oppure spezzare, con una tronchesina, le gambe e rimuovere il componente, successivamente togliere i residui con un saldatore a stagno. Fate molta attenzione a non rovinare le piste di conduzione del circuito stampato e utilizzate sempre la pasta dissaldante.

Un buon consiglio è quello di alloggiare SEMPRE i componenti sostituiti su dei socket di alloggiamento, in modo tale che sarà facile installarli e rimuoverli eventualmente in futuro.

Se ancora non dovesse funzionare, l’ultima opzione, considerato che avete eseguito tutto correttamente, è quella di “ravvivare” tutte le saldature presenti nella zona, cambiando resistenze, condensatori 104Z (0.1uF) e diodi. Potete inoltre, come ultimissima soluzione, dubitare che l’oscillatore da 38.86363Mhz sia funzionante (nel mio caso) e sostituirlo sempre con lo stesso modello programmato da digi-key (cambiarlo nonostante tutto è comunque buona cosa) ricordandovi sempre di rimuovere il PIN1 e isolarlo.

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A conti fatti, questo è il risultato del lavoro ottenuto. La batteria può essere sostituita con una batteria tampone 2032 da 3V o da 3.6V, rigorosamente ricaricabile (NON utilizzate pile NON ricaricabili!!!)

Spero dì avervi aiutato con la ripazione del vostro modello CZ-600CE!

Alla prossima

Manuele “TheDeath”

16PICSEL2018

SEGA NAOMI Net-DIMM Update – Guida

Incredibile cosa siano riusciti a far “girare” su una Sega NAOMI (Il Dreamcast.. Arcade) in questi anni, addirittura arrivando ad emulare con hardware fisico i giochi per l’Atomiswave. Il modulo NET-DIMM è stato l’ultimo “accessorio” su sistemi Naomi, consentiva inizialmente di usufruire dei giochi in versione GD-ROM (molto più economici da produrre rispetto alle Cartucce) e successivamente a ricevere i giochi via network propietario, abbandonando il supporto fisico e passando a quello digitale.

In questa guida vi spiegherò come aggiornare il firmware della Net-DIMM (e DIMM regolare, senza NET).

Per prima cosa bisogna stabilire che tipo di DIMM abbiamo poichè le procedure sono lievemente diverse a seconda del modulo (include o esclude più passaggi):

  • Modulo DIMM senza porta Ethernet (Modulo DIMM/ Non Net-Dimm)
  • Modulo DIMM con porta Ethernet (Modulo NET-DIMM)

Il modulo senza porta Ethernet è stato il primo modello. Dispone esclusivamente dell’uscita SCSI che si collega al lettore GD-ROM.

Il modulo con porta Ethernet è stato prodotto successivamente. Dispone di porta Ethernet oltre a quella SCSI.

La differenza risiede nel tipo di firmware che hanno incorporato al suo interno:

  • Non Net-DIMM generalmente dispone di firmware dal 1.02 fino a cifre inferiori al 3.00
  • Le Net-Dimm invece dispongono, generalmente, dal firmware 3.00 fino al 3.17.

Lo scopo principale dell’update è quello di aggiornare il firmware della DIMM/NET DIMM al numero 4.02, l’ultimissimo firmware disponibile e che consente l’esecuzione dei giochi tramite CompactFlash (CF Card) e via Net-Booting (usando la porta Ethernet).

Il tipo di procedimento, e la sua durata, è dettato essenzialmente da quale DIMM/Net-DIMM abbiate a disposizione, ma soprattutto da che Firmware avete già installato al suo interno. Ogni firmware ha “opzioni” aggiuntive man mano salendo di numero e di consegnuenza ha/non ha bisogno di più/meno passaggi.

Il punto di incontro tra il firmware 1.02 (il primissimo) e l’ultimo, il 4.02, risiede tutto nella versione 3.00. Se la vostra DIMM/NetDIMM ha un firmware inferiore al 3.00 ci sarà più lavoro da fare, se invece possiede firmware superiore al 3.00 sarà più facile ottenere l’update.

Per il tutorial utilizzerò una DIMM, non NET, con firmware 1.02, include più passaggi ma coinvoigerà anche i passaggi che serviranno per chi ha firmware superiore al 3.00.

Per prima cosa si collega la Naomi. Salterò questo punto poichè se vi interessa il tutorial sapete già come collegarla. Do un consiglio però sul tipo di alimentazione da utilizzare: Non usate il CAPCOM i/O o il SEGA Converter per alimentare il tutto (Naomi e DIMM), non è sufficentemente potente per far lavorare entrambe in modo corretto, usate un buon alimentatore per PC!

A Naomi accesa si preme sul tasto TEST, nella sezione DIMM BOARD TEST verrà visualizzato il FW che avete, nel mentre verrà testata la genuinità delle due DIMM presenti all’interno (Essenzialmente sono delle vecchie RAM per pc, da 128MB o 512MB in totale), memorie da cui tra l’altro prende il nome il modulo!

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Per questo modello, che ha il primissimo firmare (e comunque inferiore al 3.00), l’unico metodo possibile per aggiornare la DIMM stessa è quella di dissaldare l’IC che contiene il firmware con uno nuovo, non ci sono altri metodi (anche se effettivamente c’è ma i dischi originali d’update sono molto rari da trovare e non avrebbe senso spendere 300Euro per un update!!).

Vi serve della buona “mercanzia” e buona dimestichezza con il saldatore e aria calda/SMD rework station, smontate tutta la DIMM fino ad arrivare nella zona dove è presente l’IC del firmware. Dissaldate e rimuovete, usate molto FLUX/Pasta Dissaldante.

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L’IC del firmware può essere di due tipi: Un TSOP48 (48Piedini) o un TSOP56 (56Piedini).

In questo caso la DIMM montava un TSOP48, precisamente un 29LV160 della Fujitsu (2MB x 8Bit). Se nella vostra dimm avete trovato un TSOP56 vi servirà un TSOP48 29LV160 poichè inutilizzabile, ma se come nel mio caso avete trovato un TSOP48 si può ri-utilizzare (o se volete potete comunque usarne un altro, nuovo o usato).

Vi servirà, ovviamente, un programmatore di EEPROM/IC. Se ne trovano molti in giro, vi consiglio questo Mini PRO TL866, piccolissimo e molto utile.

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Salterò anche la parte della programmazione (trovate molti tutorial online), su questo 29LV160 dovremo scrivere sopra il firmware 3.17. Questo firmware è necessario per far si che la DIMM riconosca il tipo di firmware, abiliti la parte NET (introdotta in questo firmware) e che ci “aiuti” quando ci servirà successivamente ad aggiornare al 4.02.

Non è possibile aggiornare direttamente al 4.02 scrivendo un 29LV160, non verrebbe riconosciuto dal sistema.

Dopo aver programmato e ri-saldato il chip, ritorniamo nella schermata del TEST per visualizzare che abbia riconosciuto il nuovo firmware.

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Da questo punto in poi subentra anche la parte di tutorial che interessa a chi ha già una DIMM/NET DIMM con firmware superiore al 3.00. Saldare e programmare il chip vi servirà SOLO se avete firmware inferiore a questo numero, se quindi vi ritrovate con, esempio, firmware 3.03 non dovrete effettuare l’operazione di programmazione/saldatura.

Ottimo, ora la nostra DIMM è pronta a ricevere le operazioni via NET e aggiornarsi fino al firmware 4.02! Ci siamo quasi!

Se siete stati attenti avrete notato che nel tutorial ho preso come spunto una Non-NET DIMM, che appunto NON HA il modulo NET, la porta ETHERNET. Come si fà ad aggiornare al 4.02 senza la porta? “Semplice”, vi serve ovviamente il modulo di una NET-DIMM.

Le DIMM sono composte da due unità: Base inferiore con FW e RAM, base superiore con modulo SCSI e/o modulo SCSI/NET. Le basi delle DIMM, tranne che per la quantità di RAM, sono identiche, cambia solo il modulo superiore.

In ogni caso, sia che abbiate già il modulo con NET o che abbiate dovuto prendere in prestito il modulo da un altro modello (come ho fatto io), procediamo con l’update.

Collegate un cavo Ethernet al modulo. Vi servirà un PIC, una “chiave” con codice a ZERO (PIC16F628), googlate, lo troverete, sia come farlo che come comprarlo.

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Cambiate i 3 JUMPER (JP3/JP2/JP1) che avete sul modulo a questa esatta posizione. Questo settaggio ABILITA il NET e disabilita la lettura GD-ROM. Ricordatevi la posizione iniziale perchè a fine lavoro dovrete cambiarla come in origine (se volete usare una CompactFlash, altrimenti lasciate invariato se userete un Raspberry PI o un PC per mandare i giochi via NET)

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Accendete la NAOMI e andate su NETWORK SETTINGS

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Impostate il NETWORK TYPE su ETHER e poi andate su SET IP ADRESS

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Inserite questi parametri, assicuratevi di premere su SET in modo che la NAOMI memorizzi i dati, sia su IP che su NET MASK. Fatto questo, uscite con EXIT e spegnete tutto.

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Un PC con porta ETHERNET qualunquissimo ce l’abbiamo si? Bene, impostate la connesione in questo modo, se non l’avete, createne una. Date poi OK. Ovviamente collegate il cavo Ethernet!

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Googlate e cercate il programma “TransferGame.exe” per NAOMI. Cercate inoltre il firmware per NetDIMM 4.02. Non vi preoccupate, si trovano senza problemi.

Mettete il programma e il FW dove vi pare(rinominatelo in “402.bin”), aprite il prompt dei comandi (RUN=cmd) e digitate: TransferGame.exe 192.168.1.2 402.bin

Per comodità ho messo il tutto nella cartella “manuele” in modo che non dovessi scrivere la locazione esatta nel prompt, tempo perso.

Non premete invio, non ancora.

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Ora accendete la NAOMI, aspettate il boot finche non vi appare la scritta CHECKING NETWORK.

Questa sigla sifnifica che la NAOMI sta aspettando un comando dalla porta Ethernet per “dirgli” che cosa fare.

Date INVIO sul PC.

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Se avete configurato correttamente, la NAOMI si resetterà (due volte) e entrerà in questa schermata, dopo che il PC con il programma e il FW avrà inviato i dati.

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Premete TEST per effettuare l’upgrade. Quando apparirà la scritta SUCCESSFULLY DONE potete spegnere la NAOMI e il PC, scollegando il cavo Ethernet.

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Ri-accendete e tornate nella schermata DIMM BOARD TEST. Se è andato a buon fine otterrete il FW 4.02!

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Per finire, potete cambiare il modulo che avete “rubato” da una NET-DIMM e re-inserire il suo originario (con solo l’SCSI). Se ovviamente la vostra DIMM è già una NET non dovrete cambiare assolutamente nulla ( a parte i JUMPERS).

Buon Divertimento!

16PICSEL2017

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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