Hyundai Comboy Super Nintendo (Korea)

Nel blog di oggi torniamo a parlare delle strane leggi restrittive nel territorio Coreano, e dopo aver visto Sega Saturn, Playstation2, MegaDrive e Gamecube, vi parlerò di cosa successe in ambito Nintendo, precisamente per quello che riguarda il Super Nintendo a 16-bit.

Samsung fù il partner-distributor indiscusso per SEGA e tutti i suoi prodotti, ma a causa della forte rivalità tra Sega-Nintendo in territorio Europeo/Americano, non riuscì ad ottenere la licenza Nintendo, cedendola ad altri pretendenti ed acquisita in fine alla HYUNDAI, un altra grande potenza elettronica. In europa è ben consolizzata per la produzione di Automobili, ma in altri territori è nota anche per il campo elettronico, navale e di finanza.

Dopo un buon lancio del “COMBOY” (il nostro Nintendo NES) arrivò, per l’appunto, il “SUPER COMBOY” con un totale complessivo di 32 Giochi durante il suo breve percorso di successo.

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Il parco titoli era, bene o male, ricco di grandi nomi, da Super Mario World a Contra III, Mega Man X, Super Street Fighter 2 e così via, ma ne parleremo in un successivo articolo.

Riuscire a reperire una di queste versioni è sconsigliato poichè se ne vedeno veramente pochissimo in giro, e in alcuni casi (molto molto rari) è possibile reperire una versione completa di scatola, cosa che ahimè, al momento, non mi è capitato (quantomai, ad un prezzo umanamente abbordabile, senza vendita di reni).

La console, esteticamente, è pressochè identica alla versione PAL Europea

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Durante il suo breve soggiorno uscirono diverse revisioni e ad oggi se ne contano 3 modelli. Si differenziano per le diciture “POWER-EJECT-RESET” e per le scritte in rilievo “ON.OFF”.

Il modello che ho reperito io è l’ultimo uscito, mentre i precendenti sono composti dalle scritte, che ho citato prima, completamente riportate in Coreano. Il primissimo modello, oltre a queste scritte, riporta anche quelle in rilievo (ON-OFF) trascritte in coreano, inclusi i controller.

La differeza più evidente, che accomuna tutti e 3 i modelli, è l’aggiunta della scritta “Hyundai Super Comboy” oltre a quelle che potete comunemente trovare in tutti i modelli Europei.

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Anche il controller riporta la medesima scritta nella parte superiore.

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Il super Comboy utilizza il formato NTSC a 60Htz, ma alcune delle primissime versioni utilizzavano le schede madri dei Super Nintendo PAL, rendendole stranamente obsolete ed infruibili senza adattatore per alcuni giochi rilasciati (e maggiormente d’ importazione).

Nel retro è presente l’adesivo di indicazione prodotto, con logo Hyundai, modello SHVC-KOR sotto licenza Nintendo.

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A fianco è presente un altro adesivo dove sono riportati i numeri di telefono dei centri autorizzati e specializzati in riparazione e vendita del prodotto.

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Nel prossimo articolo vedremo alcuni dei giochi che sono riuscito a reperire in questi anni!

A cura di “Manuele”

16PICSEL2017

Super Nintendo PLAYTRONIC… tu vò fà l’americano…in Brasile?

Provaci ancora Nintendo!

La commercializzazione del Nintendo NES 8-bit era finita malissimo in Brasile. TecToy, assieme a SEGA, dominavano ogni scena videoludica, abissando completamente chiunque altro si buttasse nel mercato. Nemmeno Nintendo, che ebbe lo stesso successo ma in modo inverso, surclassando ogni rivale nei territori Americani e in buona parte dell’Europa, riuscì nell’impresa.

Semplicemente, immettere un prodotto su mercato, senza un buon distributor, non aveva funzionato, ma proprio per nulla.

Ed ecco che entra in gioco la PLAYTRONIC, nata dall’unione di due compagnie: Estrela, un importante fabbrica di giocattoli Brasiliana ed Gradiente, publisher (già responsabile dei cloni ufficiali per Atari 2600 e Msx).

Sussidiaria di Nintendo dal 1993 al 1996, fù la primissima compagnia a produrre materiale Nintendo al di fuori del territorio Giapponese, perchè proprio come la sua connazionale TecToy, la Playtronic produceva tutto il materiale in territorio nativo.

Bhè no. Non fù un successo.. nemmeno questa volta. Ma cosa era andato storto? Semplicemente vige la regola “chi arriva tardi male alloggia”.

Ufficialmente furono messi in commercio circa 40 giochi, tra i più famosi dalle varie case editrici di quegli anni. Oggi, ma come gran parte di questi giochi provenienti da territori simili, sono molto difficili da reperire e mi sono capitate pochissime occasioni di poterne vedere uno e/o addirittura poterlo acquistare.

L’unico gioco (e che gioco!) che attualmente sono riuscito a recuperare è SPARKSTER, bellissimo Action/Platform della Konami, creato dalle saggie menti di Contra Hard Corps.

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Ed ecco il box del gioco, nella sua “miracolosa integrità“. Il design, della confezione, delle istruzioni e della cartuccia, fù completamente ispirato alle versioni Americane.

A differenza però di quest’ultime, oltre a riportare le scritte in Portoghese e il logo PLAYTRONIC (presente in tutte le confezioni dei giochi), la regione della console era classificata come PAL-M (60htz) ma era anche in grado di leggere, senza blocchi, gran parte dei giochi americani NTSC-US.

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Il retro del box, anch’esso tutto scritto in portoghese, era nuovamente identico alle versioni Americane, con la differenza che riportava PLAYTRONIC come indicazione di produzione, licenza e commercio.

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Certo, ciò non toglie però che nella qualità delle immagini, relative al gioco, un piccolo impegno in più sarebbe stato apprezzato dai consumatori… sperando si tratti di un caso unico tra i suoi simili!

Anche la cartuccia fù proposta nello stesso stile delle versioni Americane, mentre l’adesivo sul retro fù modificato e reso unicamente disponibile per la lingua parlata in Brasile.

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E il suo libretto, in bianco e nero, con tutte le informazioni in medesima lingua. Queste versioni monocromatiche, in realtà, non sono esclusive di queste versioni ma si potevano reperire in alcune copie dei giochi NTSC-US realizzate, per conto di Nintendo, nella città del Messico. Sostanzialmente sono “copie” economiche, ove il risparmio sulla stampa a colori è la diversità maggiore di questi libretti. La pagina posteriore riporta la casella postale/indirizzo della PLAYTRONIC.

Lunga vita a SEGA Bras.. ehm, Nintendo Brasil!

A cura di Manuele “TheDeath”

16PICSEL2016

 

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