Game Gear GGTV Console – Parte Finale

WOW! è passato così tanto tempo da quando ho finito il progetto del mio Game Gear in versione consolizzata che… mi sono dimenticato persino di inserire l’ultima parte!

Ma sono ancora in tempo!

Per realizzare la scatola ho utilizzato del Polistirolo con uno spessore di 2CM. Ero riuscito ad ottenere un buon compromesso tra ingombro e funzionalità per questo mio progetto, pertanto non ho voluto esagerare con le dimensioni della scatola e i suoi contentuti, assestandomi all’incirca come le dimensioni di una scatola del Super Famicom, lievemente più piccola.

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Ho eseguito alcune prove su come avrei potuto sistemare tutti i suoi contenuti all’interno, arrivando a questa soluzione finale.

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Proseguendo, ho misurato tutti gli angoli e le lunghezze, le ho riportate su del cartoncino, le ho ritagliate e le ho incollate su un grosso foglio di carta bianca opaca.

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Successivamente ho assemblato la scatola e dai ritagli del foglio bianco ho ricavato dei lembi per unire gli angoli laterali.

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E infine, sotto con Photoshop! Ho creato la grafica a mio gusto e ho tentato di rimanere sullo stile “Master System”. Siccome mi “avanzava” la cartuccia di Mighty Morphin Power Rangers (che io ADORO, ed oltretutto questo è anche un buon picchiaduro) ho deciso di creare una versione BUNDLE con il gioco incluso al suo interno.

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Ed infine, il risultato finale.

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Questo è stato un progetto lungo, ma soddisfacente. Da quando vidi la produzione fatta da quel ragazzo Giapponese ho sentito la necessità di voler provare a crearne uno anchio, e finalmente il progetto è concluso.

Certo, potrei sempre apportare qualche miglioria (grafica o visiva) e dovrei certamente creare un manuale, che come potete vedere è assente. Chissà, magari la prossima volta, ho troppi progetti in corso, come sempre!

Spero che vi sia piaciuto e che vi abbia ispirato a crearne uno anche voi!

Alla Prossima

Manuele “TheDeath”

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Game Gear GGTV Console – Parte 1

Il Game Gear è stato sicuramente il secondo portatile che ho utilizzato di più da ragazzino. Possedevo il GameBoy, ma alcuni miei amici mi spinsero a richiederlo come ennesimo regalo per natale, schermo a colori e retro-illuminazione, a quei tempi fantascenza. Ci passai innumerevoli ore.

Passati gli anni si sà, la tecnologia avanza e compie passi da gigante. Ad oggi, la qualità visiva dello schermo è preistoria, e paragonato a quello che c’è in commercio oggi, una barzelletta. Qui entra nuovamente in gioco Tim Worthington, creatore di diversi dispositivi in grado di modificare l’hardware ai massimi livelli, come abbiamo visto per il Nintendo64 PAL con l’rgb.

Grazie ad una sua scheda specifica di conversione, creata ad hoc, è possibile ricavare segnali RGB e Composito, direttamente dall’hardware del GameGear. Non solo è possibile cambiare lo schermo con un LCD/TFT di qualità superiore, ma è possibile ottenere un uscita video in RGB e proiettarla direttamente su qualsiasi televisore dotato di presa Scart e/o Video Composito. Incredibile!

Acquistai questa scheda di conversione, tramite il suo sito web, diversi anni fà, ma nonostante ho modificato e ri-creato diverse sostituzioni di schermo, scocche diverse e quant’altro, non sono mai rimasto soddisfatto del lavoro e ho un pò abbandonato il progetto così com’èra. Diversi mesi fà girò in rete una notizia che un utente giapponese aveva creato, anche grazie alla scheda di Tim (seppur ricreata da 0) una console/GameGear, con vicinissime somiglianze ad un Master System primo modello, la GGTV Console.

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Lessi tutto l’articolo e ne rimasi colpito, decidendo in seguito di creare qualcosa anchio, seguendo l’idea in generale, ma utilizzando mia inventiva (e quello che capitava a tiro, per così dire).

Decisi sin da subito di abbandonare l’idea di creare una scocca per conto mio. Avevo già ideato cosi simili, nonostante avessi usato varie metodologie, incluso la stampa in 3D, non ero mai rimasto soddisfatto dal risultato finale, tenendo anche conto dei pochi strumenti a disposizione nel mio piccolo laboratorio. Girovagando in rete mi sono imbattuto in una ditta inglese, la Hammond, e optai per una scocca in ABS nera, ideale per “materiale elettronico”, modello 1599.

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La forma si avvicinava molto all’idea di una console da gioco quindi decisi di acquistarla e di provare a lavorarci sopra.

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Il primo approccio è stato quello di immaginarmi la disposizione di tutta la componentistica che mi serviva al suo interno. Dopo aver rimosso lo slot delle cartucce, ho riposizionato il tutto in modo che potessi immaginarmi il pacchetto completo, tenendo presente di ogni collegamento che avrei dovuto effettuare, ogni misura, ogni altezza e tutte le varie pcb con cavi annessi, fino ad arrivare alla disposizione nella foto.

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Il primo lavoro che ho effettuato è stato incentrarsi sulle porte/connesioni necessarie, nella parte frontale della console. Ho forato e creato un tasto power e un tasto per lo start, ho poi collegato ad una presa D-SUB, a 9 Poli, la crociera direzionale, i due tasti, power (5V) e terra, facendo riferimento al pinout di un controller master system.

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Successivamente ho saldato, uno ad uno, i pin che avevo tagliato con una presina, utilizzando un sottilissimo cavo usato per le piattine IDE dei vecchi computer.

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Ho fatto passare ogni cavo sotto la pcb (sospesa da dei piedini presenti all’interno della scocca) e li ho risaldati sulla pcb, ri-creando la connessione primaria che avevo interrotto tagliandoli, seguendo con cura e assicurandomi di collegare tutto nell’ordine corretto.

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Dopo aver controllato con un multimetro ogni connessione, ho applicato della colla a caldo per fissare la basetta che alloggia le cartucce e tutti i cavi di connessione. Al centro, sorretto da un chip guasto, per creare spessore, ho allocato la scheda di conversione e incollato a caldo sul chip, al centro.

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Dopo aver fissato la scheda, ho collegato tutta la parte inerente alla conversione video, seguendo la guida di Tim, sul suo sito web, e ho lasciato asciugare il tutto, pulendo eventuali residui di colla e sporco in generale.

Nel prossimo blog mi occuperò della scocca superiore e le connesioni sul retro della console!

A cusa di Manuele “TheDeath”

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Sega MegaDrive 2017 TECTOY Re-Launch!

Quando le cose capitano proprio a puntino.

Se mezzo mondo impazzava per il rilascio imminente del Super Nintendo Mini, dopo il grande successo del Nintendo mini l’anno prima, in Brasile si pensava a tutt’altro. Qui, dove aveva sempre regnato SEGA come periferica ludica di prima categoria, la celebrazione dei 30 anni di collaborazione tra TECTOY e la stessa casa del famoso porco spino blu, era imminente.

Questa notizia, non solo era carica di nostalgia per tutto il territorio brasiliano, ma portava con sè qualcosa di unico, proprio come Nintendo, commercializzando una versione commemorativa del tanto amato Sega MegaDrive.

 

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Dopo una presentazione alla stampa nazionale, con tanto di rappresentanti storici di ambo i marchi (tra cui Tsurumi Naoya, vice presidente di Sega/Sammy Holdings), fù presentata la prima console “prototipo” pre-commercio, e con gran sorpresa dei presenti, non si trattava di una versione “mini” secondo alcuni rumors che circolarono settimane prima, ma di una replica 1:1 con alcuni accorgimenti.

Non potevo farmela scappare… e grazie ad un venditore brasiliano su ebay, sono riuscito a reperirne una, in versione ancora “più speciale”.

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Mi è stata gentilmente ( o, comodamente?) spedita con la scatola di spedizione utilizzata dalla TecToy stessa. Questo modello poteva essere acquistato esclusivamente ONLINE sul sito web della TecToy al prezzo di 449Real Brasiliani, attualmente 117Euro al cambio.

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Nonostante sia già in possesso di un modello Brasiliano originale di quell’epoca, non ho potuto effettivamente confrontare le differenze con questo nuovissimo modello, a causa della mia versione, denominata Sega Mega Drive II, commercializzata anni dopo per illudere la clientela in una nuova versione, ma che sostanzialmente rimaneva identica al primo modello.

Ci sono comunque delle differenze a dir poco palesi, come la descrizione sul retro, che riassume una specie di “mitologia” di questa console, oppure la presenza di una scheda Micro SD contentente 22 Giochi, roba decisamente odierna.

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Un ulteriore particolarità di questa versione era la possibilità, per chi avesse effettuato il pre-ordine, di poter ricevere la console con una serigrafia riportante il proprio Nome e Cognome, preceduto da una sigla che trascriveva “Questo modello è stato creato per”.

Nel mio caso, la console è serigrafata per un certo “Rodrigo Miranda“, che non ho avuto modo di sapere chi fosse, in quanto il venditore faceva da tramite di vendita. Questo particolare rende davvero unico il modello che ho ricevuto, così come chiunque abbia effettuato il pre-ordine e che abbia deciso di farsi trascrivere il nome sopra.

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All’interno della confezione, la console è imballata in modo atipico e non presenta cartone o polistirolo pre-formato. Questo tipo di imballo risulta molto precario ed è facile che la console esca dagli incavi sui lati, cosa che mi è naturalmente successa alla prima apertura (ed aggravata sicuramente dai corrieri che l’hanno trasportata).

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Questa nuova versione ha una scocca in plastica davvero molto bella e solida, risulta nero/opaco al tatto e alla vista, discostandosi dalla brillantezza dei modelli originali dell’epoca. Leggerissima in mano, ma una buona plastica in generale.

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Nel retro è indicato la zona di produzione, medesima sin dalle prime produzioni del Master System, il logo TecToy con indicazione di voltaggio accettato, per finire, molto ironicamente (??), i dettagli hardware della macchina.

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Questo modello ha diversi squilibri per quanto riguarda i pregi e i difetti.

In primis, dovuto sicuramente ad un risparmio all’osso, non è compatibile con Sega Mega CD (non presenta nemmeno lo slot ad apertura), con il Master System Converter, con Sega 32X e nemmeno con i giochi SVP (Sega Virtua Processor) come ad esempio, Virtua Racing. Il suo utilizzo è esclusivamente dedicato ai “normali” giochi su cartuccia e su MicroSD in formato ROM.

Per standardizzare la modalità di visualizzazione, stando anche a quanto dichiarato, ovvero per rendere il modello “che ricordi” quello vecchio, presenta esclusivamente un formato in video composito. Niente HDMI o RGB, rendendo la qualità video della console con una dei peggiori formati disponibili sia all’epoca che al giorno d’oggi. Purtroppo da questo lato, sicuramente tra i più importanti, questa nuova versione rende l’esperienza visiva di pessimo gusto.

Per risollevare un pò il “morale”, la console ha incorporato tutto quello che necessita in ambito di alimentazione, includendo al suo interno e incorporandola nella console stessa, voltaggio in ingresso sia a 110V che a 220V, rendendola compatibile per qualunque territorio, incluso america e giappone. Niente più mattoni pesanti da collegare alla presa di corrente.

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La console, come abbiamo già detto, è compatibile con cartucce “normali” e presenta uno slot modificato, creato per alloggiare sia i giochi americani, giapponesi e così via, senza alcun blocco regionale.

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La scheda MicroSD inclusa, che contiene 22 Titoli, è fabbricata in Brasile, come riporta la scritta sulla scheda. Nonostante tutte le parti di plastica siano state prodotte in casa, la componentistica hardware, come oramai di consueto, è tutta Made in China.

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Chiaramente oltre alla console è incluso un controller, a 3 tasti, di fattura discutibile, come ne potete trovare a milioni su Aliexpress o Bangood, gli amazon cinesi. Forse qualcosa in più di quest’ultimi, ma ben lontano dai controller originali d’epoca.

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E infine il cavo composito, possibilmente il più economico mai prodotto nella storia.

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Per la parte cartacea è incluso un piccolo manuale in bianco e nero, molto semplice ma descrittivo, sull’utilizzo e le precauzioni della macchina.

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e un foglio A4, firmato da Stefano Arnhold, presidente amministrativo, con vari ringraziamenti per l’acquisto da parte di affezionati, nostalgici e chi più ne ha ne metta.

Tirando due somme, devo ammettere che nonostante sia un bellissimo pezzo commemorativo da collezione, più che da utilizzo, è stato prodotto con poca cura e con minimo sforzo. Sono ben lontani gli anni in cui TECTOY, orgoglioso marchio brasiliano, produceva e commercializzava tutto il reparto SEGA nel suo territorio, offrendo qualità pari al vero e proprio stesso produttore/ideatore primario, Sega Japan e Sega Of America.

Purtroppo devo assegnare a questa iniziativa un secondo posto “tirato”, perchè è proprio grazie al fatto dell’anniversario, della licenza e della collaborazione con SEGA stessa che questo prodotto sarebbe dovuto uscire con alti standard qualitativi, proprio come Nintendo e i suoi bellissimi mini modelli. Se non fosse stato per tutto questo, ne avrei sicuramente parlato come se si trattasse di un ennesimo clone dalla cina, esattamente come il Sega Genesis 3, una console che vuole commemorare qualcosa, ma che infine non fà altro che ricordarci quanto era bello quel periodo, e quanto le cose erano qualitative in ogni aspetto, perchè il cliente era sempre davanti a tutto, e per 117Euro, DOVEVA NUOVAMENTE esserlo.

 

A cura di Manuele “TheDeath”

16PICSEL2017

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Playstation 1 Australia Slim Case PT3

Pensavo d’aver smesso con le versioni Australiane dei giochi Ps1, ma abbiate pazienza, sono dannatamente irresistibili per me.

Oramai abbiamo ben capito di cosa si tratta, pertanto non mi divulgherò in inutili parole analitiche ma vi mostrerò direttamente alcune foto e qualche curiosità che ho potuto notare (anche facilmente) in modo visivo.

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Questa mattina mi sono arrivati, da un amico che abita a Melbourne, un bel lotto succoso di giochi, tutti rigorosamente Slim Case, chiaro.

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i titoli che ho ricevuto sono bene o male tutti giochi che ho già giocato, chi più (alla nausea) chi meno (1 ora?) e che ho già in versione PAL Europea, solo che, anche sta volta, non ho saputo resistere e dire di no.

Pac-Man WorldSpiderMan della Neversoft/Activision (Tony Hawk Pro Skater 2!)… Crash Team Racing, mammamia! Questi sono i titoli che, nel lotto, ho sicuramente giocato di più.

Pac-Man world, all’epoca, mi piaque moltissimo. L’ho giocato anche di recente e non mi ricordavo affatto della difficoltà sempre crescente man mano che si proseguiva nel gioco… così come non ricordavo alcuni problemi di camera e salti un pelino imprecisi e scomodi su alcune zone, però mi era piaciuto e mi piace tutt’ora.

La versione Slim Case Australiana si differenzia nella colorazione blu del disco, decisamente di tonalità diversa, oppostamente per il libretto (separati dalla nascita?). Il viaggio in California mi sarebbe piaciuto, se sono ancora in tempo, parteciperei, grazie.

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Ma ci sono anche i giochi brutti, eccome se ce ne sono.

Thrasher Skate And Destroy è uno di quelli, quando credevi che Rockstar fosse già ai massimi livelli sin dagli inizi. Ero in piena fase “SKATE OR DIE“, andavo in skate, tornavo a casa e giocavo a Tony Hawk Pro Skater. E tra un masterizzato e l’altro (chi non?) conobbi Thrasher, ci giocai e ci giocai per parecchio tempo, e lo odiavo, madonna se lo odiavo.

Era un titolo che si presentava bene, belle musiche, graficamente valido e l’idea di skatare con qualcos’altro che non fosse (l’ottimo) Tony mi appagava, se non fosse che il gameplay era atroce, comandi strutturati malissimo e quell’effetto “on the moon” durante i salti che lasciava molto a desiderare, per non parlare poi del collision detect, infame.

E che ci fanno gli australiani? Cambiano la tonalità della colorazione del disco, chiaro, e rimuovono la scritta “Compact DISC” per chissà quale motivo. Sarà su DVD? O Su Blu-Ray?

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Tenchu 2 invece rientra nella categoria dei “meno”, l’ho solamente provato, mi ricordo ci giocassero i miei amici ma personalmente l’ho provato più volte sia allora che di recente ma non mi è mai piaciuto più di tanto.

Nella versione australiana hanno rimosso il Pegi 18 (spostato in copertina come Mature 15+, il loro rating insomma) e la scritta in Kanji Giapponese (avran pensato, tanto chi la capisce?)

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Per finire, tralasciando il resto che è risultato praticamente identico alle versioni PAL Euro, Cool Boarders 4.

Qui la colorazione del disco è più accesa, ma a causa della tipologia di anello centrale utilizzato “simil giochi americani“, si è perso il dettaglio del viso di questo pseudo sole/maschera tribale.

Ho giocato molto al 3, tantissimo, ma il 4 a dire il vero non l’ho ancora provato.

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A cura di Manuele “TheDeath”

16PICSEL2017

 

 

 

 

 

 

 

Sega 32X PAL ASIA (Singapore)

La repubblica di Singapore è la quarta forza commerciale più grande al mondo. Un paese incredibile, frenetico, caotico, culturalmente e tecnologicamente influenzato da multitudini di diverse nazioni.

Proprio come abbiamo già visto per il Sega Mega Drive, anche il Sega 32X rientrò nella categoria ASIA (Cina, India, Singapore, Thailandia), quella stessa categoria che per SEGA era indicizzato come “altri territori“.

A differenza però del Mega Drive, il 32X fù distribuito dalla WYWY Group, una multinazionale di Singapore, fondata nel 1976 dal bilionario Wong Yip Yan, che racchiudeva al suo interno decine e decine di marchi commerciali, passando da automobili, vestiti, cibi confezionati, fino ad arrivare a SEGA stessa.

Non mi è stato possibile reperire una lista dei titoli pubblicati, a causa delle scarse notizie (come sempre!) in rete, ma per il momento ho acquistato Space Harrier, bellissimo arcade porting dello shooter SEGA.

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Queste versioni PAL Asiatiche, proprio come le versioni PAL, USA e JAP, utilizzano confezioni di cartoncino rigido, in questo caso con una grafica completamente nuova e personalizzata per questa regione.

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Oltre alle immagini del gioco, le lingue riportate per la descrizione del gioco sono INGLESE, CINESE e MALESE.

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Genericamente per uso “in ASIA”.

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Il manuale è completamente in Bianco/Nero, per ogni colonna descrittiva riporta la traduzione in tutte e 3 le lingue supportate.

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Il portacartuccia è in cartone reclicato, mentre la cartuccia stessa ha una label che richiama, naturalmente, la grafica del box.

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Sul retro è applicato un adesivo della WYWY Group per indicare l’autenticità del gioco e della sua distrubuzione.

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Esteticamente le trovo davvero belle! Spero di poterne trovare ancora.. chissà magari anche la console stessa!.

Alla Prossima

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Dragon Ball Z Portoguese Mega Drive Vers.

Quel posto che è in Spagna ma non è in Spagna, Il Portogallo.

Tralasciando le mie enormi lacune geografiche (o grammaticali…), la ECOFILMES (ora “ECOPlay) fù fondata in portogallo nel 1985, inizialmente questa compagnia era incentrata sulla distrubuzione di film, ma, successivamente nel 1991, ampliarono il loro mercato nel settore videoludico e dopo il cambio di nome nel 2004, ad oggi sono i distrubutori ufficiali di giochi e periferiche passando da EA, Microsoft, fino ad arrivare a Capcom, Sega, Konami e Square Enix.

Le informazioni reperibili su questa compagnia si fermano a quanto riportato da loro stessi nel sito web, ma usando un pò di intuizione “ludica” oserei dire che si tratta un pò della nostra GIG, o della TecToy in Brasile.

Diciamo quindi “semplici” importatori, a cui piaceva tanto fare i crossup nelle loro distrubuzioni, proprio come Dragon Ball Z per MegaDrive.

Il picchiaduro VS di Bandai, vero e proprio “contentino” per colmare la totale carenza di giochi inerenti all’universo DB sui sistemi SEGA (su Super Nintendo ci sono ben 7 GIOCHI, 4 Picchiaduro e 3 Rpg) ha avuto la sua prima release in territorio Giapponese, successivamente è uscito PAL in territorio FRANCESE (i primi in europa a godere del manga e dell’anime già dagli albori), fino ad oggi dove ho scoperto/reperito la versione “mischiata”, ufficiale, della ECOFILMES.

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Partendo dalla copertina possiamo già notare la completa ri-edizione grafica che fù proposta al pubblico, completamente diversa dalla versione Giapponese e PAL Francese.

La costina blu è stata la variante grafica che SEGA ha riproposto durante gli ultimi anni di vita del Sega Mega Drive. Non è riportata nessuna data di pubblicazione sulla confezione, però queste nuove vesti sono entrate in circolo dal 1994 in poi, rendendo di fatto questa pubblicazione come tra le ultime nella commercializzazione.

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E da qui in poi iniziano i miscugli, ovviamente. Non solo l’edizione è un assemblato totale, ma ne esistono di due versioni. Esiste una seconda versione dove è inclusa la cartuccia Giapponese con tanto di indicazione sulla cover frontale, indicando la necessità di utilizzare un convertitore per poterla utilizzare su sistemi PAL (a quanto pare, GRATUITO con l’acquisto del gioco, mica male!)

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La mia copia invece ha la cartuccia, niente di meno che, tale e quale alla versione PAL Francese, senza alcuna indicazione sulla cover, non essendo necessario un adattatore.

Anche qui, immaginandoci un pò gli avvenimenti, credo abbiamo acquistato un lotto di cartucce “miste” PAL e GIAPPONESI, succesivamente le hanno suddivise e adattate a seconda della disponibilità e della cover. Il mix nel mix.

E infine, il libretto. Proprio come era da prassi per TecToy in Brasile, traduzione portoghese “alla ben venga” su carta monocromatica, con cover principale direttamente presa dalla versione Giapponese del gioco.

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Alla prossima strambezza!

A cura di Manuele “TheDeath”

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Game Gear TECTOY Brazil!

GameGear TEC TOY!

Portare i propri videogiochi preferiti fuori casa.

In quanti, come me, la notizia fece letteralmente perdere la testa?? Da quando lo vidi per la prima volta in TV, nel programma Bim Bum Bam, riuscì a “rincoglionire” a tal punto i miei genitori che dopo poche settimane avevo il mio Game Gear, assieme a Sonic The Hedgehog e Columns, perchè mamma e papà, “posso mica guardare lo schermo e basta? ci dovrò giocare no”

Certo, vivevo e abitavo a Chivasso (Torino), non è che ci fosse proprio il “mare” a due passi, e di sicuro se uscivo di casa era per andare a scuola, non certo in spiaggia.

E i miei amici della Tec Toy? I Tectoyani? (uhm.. va bhè). Loro sicuramente il mare (i mari) l’avevano, così come avevano anche il Game Gear.

Regnavano indiscussi in tutto il territorio, con Master System e Mega Drive non si parlava d’altro, come potevano non avere il Game Gear? Impossible.

Naturalmente potevano mica “copiare” i prodotti già esistenti in Europa e In America? Ovviamente no, come vi avevo anticipato in merito al Mega Drive II, tutta la produzione e distribuzione era incentrata Brazil-only, abbattendo costi e tempistiche.

Conoscendo abbastanza bene i loro prodotti, dopo che finalmente riuscì a reperire un paio di giochi per Game Gear brasiliano, mi “scappò” un sorriso ironico. Qui in piemonte si dice “Bastian Cuntrari“, ovvero quando una cosa/persona è completamente l’opposto di quello che fanno, solitamente, le altre.

Se in europa e in America i giochi venivano venduti nelle confezioni di cartone, in brasile adottarono un “reciclo” delle custodie dei giochi Master System, e ne modificarono la tipologia relazionandola al Game Gear stesso, che pensandoci bene, fù non solo un ottima idea, ma anche un gran risparmio da parte dell’azienda.

 

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Le confezioni quindi erano niente di meno che le stesse identiche confezioni utilizzate per i giochi Master System (inverosimilmente identiche alle nostre e quelle americane), la grafica ricalcava il classico quadrettone grigio, ma con linee verdi anzichè blu/viola scuro (come nelle versioni PAL). Il layout della grafica era molto simile ai giochi Mega Drive (sempre Tec Toy), con un unica grossa immagine sul retro, e tutte le indicazioni tipiche di produzione/licenza/commercio ecc ecc…

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Il dorso, incluso Power Rangers The Movie (successive release), riprendeva lo stile delle confezioni, con indicazione del sistema di gioco, nome e marca.

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L’interno includeva il classico libretto in bianco e nero (come visto per i giochi Mega Drive, e questa volta non colorato a mano da chissà chi!!) e chiaramente la cartuccia di gioco.

Dato che il case era principalmente usato per i giochi Master System, fù creato un porta cartuccia del porta cartuccia (!?) in modo tale che le cassette potesse alloggiare comodamente. Di fatto questo resta l’unico pezzo “extra produzione” ideato per questa tipologia di giochi.

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Un piccolo dettaglio del libretto, naturalmente tutto in Portoghese.

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Proudly Made By TecToy, nessuna citazione a SEGA come nelle classiche confezioni Americane e Europee (SMS e MD)

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Anche sul retro della cartuccia, giusto per chiarire meglio qual’ora ci fossero ancora dei dubbi.

 

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E infine le release un pò più vecchiotte, come in questo caso Power Rangers The Movie, 1995. Lo stile della confezione fù successivamente preso d’ispirazione alle confezioni viola dei giochi Americani per GameGear.

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Tranne il fatto che, secondo TecToy, il blu con il viola”stava” evidentemente meglio della semplice scritta bianca “GAME GEAR”…

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Affascinanti… Durevoli! Chissà forse dureranno veramente di più nel tempo le versioni Brasiliane che quelle di cartone nostrane? O tu uomo del futuro che stai leggendo questa pagina (?), risolvi l’enigma e fai dilagare la notizia oltre lo spazio cosmico!

No, è che si è fatto tardi.. e sono in fase crollante. Ora vado.

A cura di Manuele “The Death”

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