Nintendo Game Boy PLAYTRONIC – Brazil

Il GameBoy resterà, sempre e comunque, la mia console portatile preferita. Qui, sulle pagine di 16PICSEL, avevo già avuto modo di parlarvi in merito alla Playtronic (Sparkster per Super Nintendo) e delle sue metodologie molti simili a TECTOY ma completamente su un altro pianeta ludico, il mondo di Super Mario e Co.

Ho avuto modo di conoscere un ragazzo Francese che ha una collezione d’importazione Brasiliana/Coreana a dir poco incredibile, grazie alla sua disponibilità ho potuto effettuare qualche scambio, tra questi ho reperito un Game Boy primo modello della Playtronic.

Erano davvero diversi anni che tentavo di capire se questo modello fosse realmente uscito in commercio, ma mi fù spiegato che la sua reperibilità era, già a quei tempi, prossima allo zero, tenendo anche presente la scarsissima diffusione di materiale Nintendo ma soprattutto a causa di una rivalità troppo imponente e ben radicata da SEGA e TECTOY.

Ho dovuto letteralmente accontentarmi delle scarse condizioni, a maggior ragione perchè sapevo che non avrei avuto altre possibilità di trovarne uno. Succede. Un giorno mostri un Nintendo64 IQUE Nuovo sigillato, e il giorno dopo un GameBoy che resta in piedi quasi per miracolo!

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Game Boy Playtronic Brazil

Ed Ecco il suo box, con tanto di Portoghese sopra, esattamente quanto i segni evidenti del tempo!

Questa edizione è uno dei primissimi modelli usciti in commercio (incluso Europa) che conteneva Console, Tetris, istruzioni e 4 pile AA.

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Come in tutte le versioni Brasiliane, sia TecToy che Playtronic, sono riportate le zone di produzione, dove effettivamente il prodotto veniva realizzato e/o assemblato con componenti di provenienza estera (come Giappone o America)

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Il GameBoy in sè non ha nessuna differenza di forma o utilizzo (tanto meno un region lock, dato che è sempre stato region-free, ovunque) ma si differenzia per un unico e distinto particolare, che lo rende diverso da tutti gli altri.

La parte informativa sul retro della console è stampata direttamente sulla scocca. Questo perchè, come avevo anticipato più volte, i prodotti in Brasile venivano realizzati direttamente in loco. Interessante leggere i loghi Nintendo e Playtronic assieme, così come il modello della console, rendendolo di fatti un DMG-01 (BRA). Il resto delle indicazioni, seppur in portoghese, sono bene o male simili ad un qualunque altro GameBoy.

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La cartuccia di Tetris, invece, si discosta da questa tipologia del “tutto fatto in casa” ed è probabilmente un assemblato di parti già prodotte altrove. La parte adesiva, sia sul fronte che sul retro, non è null’altro se non un nuovo adesivo in lingua locale. Il gioco è ovviamente in inglese, e da quanto mi ha indicato il mio amico francese nessuno dei suoi giochi è localizzato in Portoghese, ma non è detto che non esistano (mi viene in mente la serie di Pokemon, probabilmente localizzata).

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Infine, i manuali d’istruzione, tutti (chiaramente) localizzati in Portoghese e tutti riportanti i loghi Playtronic e la loro locazione di produzione, esattamente come per tutto il resto.

Nel prossimo blog resteremo sempre a tema, ma cambieremo continente!

Alla Prossima!

A cura di Manuele “TheDeath”

16PICSEL2018

Super Nintendo PLAYTRONIC… tu vò fà l’americano…in Brasile?

Provaci ancora Nintendo!

La commercializzazione del Nintendo NES 8-bit era finita malissimo in Brasile. TecToy, assieme a SEGA, dominavano ogni scena videoludica, abissando completamente chiunque altro si buttasse nel mercato. Nemmeno Nintendo, che ebbe lo stesso successo ma in modo inverso, surclassando ogni rivale nei territori Americani e in buona parte dell’Europa, riuscì nell’impresa.

Semplicemente, immettere un prodotto su mercato, senza un buon distributor, non aveva funzionato, ma proprio per nulla.

Ed ecco che entra in gioco la PLAYTRONIC, nata dall’unione di due compagnie: Estrela, un importante fabbrica di giocattoli Brasiliana ed Gradiente, publisher (già responsabile dei cloni ufficiali per Atari 2600 e Msx).

Sussidiaria di Nintendo dal 1993 al 1996, fù la primissima compagnia a produrre materiale Nintendo al di fuori del territorio Giapponese, perchè proprio come la sua connazionale TecToy, la Playtronic produceva tutto il materiale in territorio nativo.

Bhè no. Non fù un successo.. nemmeno questa volta. Ma cosa era andato storto? Semplicemente vige la regola “chi arriva tardi male alloggia”.

Ufficialmente furono messi in commercio circa 40 giochi, tra i più famosi dalle varie case editrici di quegli anni. Oggi, ma come gran parte di questi giochi provenienti da territori simili, sono molto difficili da reperire e mi sono capitate pochissime occasioni di poterne vedere uno e/o addirittura poterlo acquistare.

L’unico gioco (e che gioco!) che attualmente sono riuscito a recuperare è SPARKSTER, bellissimo Action/Platform della Konami, creato dalle saggie menti di Contra Hard Corps.

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Ed ecco il box del gioco, nella sua “miracolosa integrità“. Il design, della confezione, delle istruzioni e della cartuccia, fù completamente ispirato alle versioni Americane.

A differenza però di quest’ultime, oltre a riportare le scritte in Portoghese e il logo PLAYTRONIC (presente in tutte le confezioni dei giochi), la regione della console era classificata come PAL-M (60htz) ma era anche in grado di leggere, senza blocchi, gran parte dei giochi americani NTSC-US.

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Il retro del box, anch’esso tutto scritto in portoghese, era nuovamente identico alle versioni Americane, con la differenza che riportava PLAYTRONIC come indicazione di produzione, licenza e commercio.

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Certo, ciò non toglie però che nella qualità delle immagini, relative al gioco, un piccolo impegno in più sarebbe stato apprezzato dai consumatori… sperando si tratti di un caso unico tra i suoi simili!

Anche la cartuccia fù proposta nello stesso stile delle versioni Americane, mentre l’adesivo sul retro fù modificato e reso unicamente disponibile per la lingua parlata in Brasile.

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E il suo libretto, in bianco e nero, con tutte le informazioni in medesima lingua. Queste versioni monocromatiche, in realtà, non sono esclusive di queste versioni ma si potevano reperire in alcune copie dei giochi NTSC-US realizzate, per conto di Nintendo, nella città del Messico. Sostanzialmente sono “copie” economiche, ove il risparmio sulla stampa a colori è la diversità maggiore di questi libretti. La pagina posteriore riporta la casella postale/indirizzo della PLAYTRONIC.

Lunga vita a SEGA Bras.. ehm, Nintendo Brasil!

A cura di Manuele “TheDeath”

16PICSEL2016

 

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