Il Megadrive Asiatico “d’oro” Parte 2

Un piccolo update per quanto riguarda i giochi Megadrive in versione Asiatica, come ve ne avevo parlato nel primissimo articolo con cui ho inaugurato, diciamo, il mio blog 16PICSEL!

Questi giochi sono abbastanza incomuni da reperire, spesso ho dovuto guardare pagine e pagine di Ebay in quanto non indicizzati come pal asia, ma semplicemente come giochi PAL per Megadrive… in sostanza ho dovuto cercare e guardare foto su foto!

Nella sezione si aggiunge:

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Instruments of Chaos Starring Young Indiana Jones, reperito per puro caso (era indicizzato come PAL ASIA), ed è un titolo che non avevo mai visto nè mai giocato. Ahimè dopo una ventina di minuti me ne sono pentito, in quanto il gioco non eccelle certamente. Chi ha provato The Terminator su Super Nintendo capirà.. l’effetto scopa dietro. Peccato.

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Grazie però a questo gioco ho approfondito il discorso, riscontrando che alcune versioni erano quelle NTSC USA, pacchettizate in equal modo, e comunque leggibili dalla console di regione ASIA. Decisamente è stata presa la versione USA e schiaffata con forza all’interno della cartuccia.

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Aladdin, uno dei platform più belli che si possono trovare su Mega Drive (personalmente, dopo RISTAR e CASTLE OF ILLUSION) anche se ho sempre preferito la versione per SNES. Versione NTSC anche in questo caso, reperito da un venditore italiano su ebay.

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Cyborg Justice, che è forse un esperimento più che un gioco.. probabilmente tentarono di realizzare un beat em up con più animazioni fluide possibili e con grafica avveneristica, il gioco però è ripetitivitissimo (esiste come parola? Petaloso?) e alla lunga annoia.

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Batman Returns, un nome, 3 giochi diversi. Su mega CD fù una specie di action/gioco di corse alla Super Chase HQ, su SNES un medio/buono Beat Em up a scorrimento, mentre su Megadrive seguì la scia del predecessore (Sunsoft) come un action/platform, valido, ma nulla di più.

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E infine il re dei picchiaduro, Super Street Fighter II, con una conversione arcade abbastanza convicente e di realizzazione molto valida in generale. Questo è uno dei giochi PAL ASIA che si reperisce con più facilità ma non ha prezzi molto accessibili (50/70Euro), ho optato per una versione molto più economica (20Euro) in quanto mancante di libretto extra in Bianco e Nero.

 

A Cura di Manuele “TheDeath”

16PICSEL

Keep On Keeping On CAPCOM Korea!

Una delle ri-conferme assolute in rivoluzione interattiva, la Playstation 2!

Se in tutto il resto del mondo il nuovo bolide nero di Sony faceva parlare ben oltre se stessa, in Corea la situazione era decisamente diversa. Qui non erano le console “che parlavano di sè“, ma erano le compagnie stesse che fecero parlare dei loro prodotti su “una piattaforma di nuova generazione” non ben specificata…

L’eperienza media di un videogiocatore Coreano era l’import (Dal Giappone, Cina o Americhe) ma nessuna delle grandi compagnie videoludiche, che avevano già sondato il terreno negli anni passati, chi per conto loro e chi per conto di terzi (Nintendo, Sega e varie licenze MSX), aveva affondato le sue radici creando una vera e propria sede/filiale che gestisse il tutto per conto proprio.

CAPCOM fù una di queste, tra le prime in linea e con fondazioni di filiali già sparse nei punti chiave del globo.

Le licenze in Corea furono dei veri e propri macigni per le compagnie provenienti da fuori il territorio nativo e fù il motivo principale a causare una scarsa affluenza di compagnie estere, soprattutto in campo tecnologico e di intrattenimento visivo.

Tra le uniche opzioni disponibili, CAPCOM (ma come così, molte altre) si avventurò nei famosi “Company joint Venture” e fù spalleggiata da Enterprise Coco, una compagnia che si occupava già di distribuzione e pubblicazione di videogiochi e apparecchi d’intrattenimento all’interno del territorio Coreano.

L’unione delle due compagnie diede luce alla KOKO CAPCOM, prima sede ufficiale in Corea, che oltre a richiamare il nome della partnership era l’abbreviazione delle parole Keep On Keeping On, indicando appunto il forte intento d’espansione da parte di Capcom stessa.

Ufficialmente la compagnia nasce nel 29-Giugno-2001 furono pubblicati i primi 3 titoli il 22-Febbraio-2002: Maximo, Devil May Cry e Onimusha. Una partenza con il botto, con subito all’attivo 3 titoloni da richiamare attenzione immediata.

Grazie a uno dei miei amici, nonchè uno dei maggiori collezionisti in Corea, sono riuscito a recuperare Clock Tower 3 (Pubb. 22-05-2003) e Chaos Legion (Pubb. 27-03-2003), un piccolo “bottino”, poichè la reperibilità di questi giochi è molto scarsa oggigiorno, tenendo presente che la comunità di collezionisti in Corea vanta un numero non indifferente.

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Le copertine sono essenzialmente d’ispirazione Giapponese (in questo caso, gli artwork sono identici), così come il tipico box NERO, che ebbe luce anche in Europa per le prime release dei giochi e fù sostituito con il classico colore Blu, mentre il colore nero fù mantenuto in America e in Giappone, oltre che in Corea.

La classificazione della regione venne mantenuta a NTSC-J (il formato Giapponese) ma nonostante questo, sia i giochi che i libretti erano esclusivamente scritti e sottotitolati in Coreano e in nessun’altra lingua.

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Sul box è presente sia il logo della KOKO CAPCOM, sia quello della CAPCOM stessa, le compagnie si distinguevano tra loro, nonostante fossero praticamente un unica cosa in ambito territoriale…

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Infine, per quanto riguardava i giochi CAPCOM, ogni confezione includeva una carta numerata, con la quale era possibile partecipare ad eventi speciali organizzati.

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Il mio caro amico mi accennò che con queste tessere aveva partecipato ad alcuni eventi, completamente sponsorizzati, dove era possibile provare in anteprima nuovi giochi in uscita, vincere premi e videogiochi (in caso di avvento con giorno di lancio), tutto naturalmente CAPCOM branded.

Tutto bello non trovate? Bhè… fù un insuccesso.

Dopo una line-up degna di nota, i titoli che furono presentati successivamente, nell’intento di stuzzicare il palato proponendo titoli Occidentali, gentilmente “offerti” da UBISOFT  che si mise nel mezzo occupandosi di uno spargi voce primario in cerca di terreno fertile, mise le poche persone interessate in completo disinteresse immediato.

Splinter Cell, Rayman 3 e Batman Rise Of Sin Tsu furono i titoli che misero uno STOP grosso come una casa, portando la lenta e imminente chiusura della KOKOCAPCOM nel 2005.

“Rovinati da un favore”, risponderei così se mi venisse chiesto.

A cura di Manuele “TheDeath”

16PICSEL 2016

 

 

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