Sega Saturn TecToy Brazil (WHITE)

Era da un paio di anni che ero alla ricerca di un Sega Saturn Bianco in versione Brasiliana, finalmente quel momento è arrivato. A proposito, come state? A casa tutto bene? Sono stato poco presente (e lo sarò sempre) ma prima o poi ritorno a scrivere sul mio blog, vedo anche che ultimamente ha molte più visualizzazioni di prima, son contento che molti di voi lo leggano e spero vi possa aiutare e/o incuriosire.

Ma torniamo al succo del discorso.

Più volte vi ho menzionato come TecToy fosse unica nel suo genere, sia come prodruttrice che come distributrice di videogiochi/console, e non è stato niente di diverso nemmeno per quanto riguardava il Sega Saturn.

Questa versione Bianca, principalmente commercializzata in Giappone, è stata l’unica versione (Dopo la Cina) che è sbarcato su altri territori, arrivando fino in Brasile. Noi europei e americani potevamo solo accontentarci delle versioni Nere, e basta.

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Questa bella confezione, di formato piccolo e che ricalcava le versioni Giapponesi/Europee del secondo modello della console, con tasti tondi, ha una confezione con un design tutto suo, proprio come le altre versioni in commercio.

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Ai lati della scatola sono riportati gli screenshot di alcuni giochi disponibili per il mercato Brasiliano.

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Ed include la console, 1 controller, 1 Gioco tra i 3 sottostanti (Daytona, Virtua Fighter Remix o Sega WW Soccer 97), 1 cavo di alimentazione, 1 cavo video composito e il manuale delle istruzioni.

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La nota interessante del manuale è che raffigura il primo modello del Saturn, la versione con i tasti Ovali. All’inizio pensavo si trattasse di un rimpiazzo ma ho poi scoperto che il suo manuale è proprio quello. TecToy, per risparmiare sulla produzione, decise di includere il manuale raffigurante questo modello, nonostante il procedimento dell’operazione della macchina fosse, ovviamente, identico, quindi cambiava ben poco.

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La cosa più interessante è che queste console arrivavano dal giappone ma venivano modificate dalla compagnia con un segnale video PAL-M (60Htz), funzionavano a 110V ed erano in grado di leggere esclusivamente giochi di regione AMERICANA.

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Come da prassi Tectoy “marchiava” tutti i loro prodotti con un seriale, sia sulla console che sul libretto (ed ecco anche scoperto il motivo per il quale il libretto stesso è appunto quello corretto per la confezione). Il cosidetto “seriale batendo”.

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E Infine le solite immancabili specifiche.

Son davvero contento d’averlo. A presto 🙂

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MegaDrive 3 TecToy Brazil

In passato vi avevo già accennato quanto TecToy fosse fuori da ogni canone produttivo, non solo commercializzò due versioni del primo modello MegaDrive dando vita ad un “numero 2” tutto loro, ma camuffò anche l’ultimo modello prodotto, quello che tutti noi conosciamo bene come “MegaDrive 2” in realtà nel territorio brasiliano era il MegaDrive 3, con qualche piccola variante annessa.

La versione che ho reperito, grazie ad un mio amico, è la penultima variante che è stata prodotta dall’azienda. Inizialmente il modello era identico a quello Europeo/Americano, ma dopo alcune revisioni ci fù un sostanzioso rinnovamento “hardware” tale che l’alimentazione, rispetto a prima, fù addirittura integrata all’interno della console stessa.

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Questo è uno degli ultimi “bundle” che includeva vari giochi a seconda della versione, nel mio caso il gioco incluso era Sonic 2. Si potevano trovare bundle con: Mortal Kombat 3,  Street Fighter 2, Virtua Racing oppure quello con una cartuccia 6in1.

Successivamente a questo modello arrivò il Super Mega Drive 3, che includeva 2 controller da 6 tasti e l’ultimissimo gioco Show Do Milhao (una specie di Chi Vuol Essere Milionario nostrano) che uscì addirittura nel 2001 e fù l’ultimo gioco ufficiale per MegaDrive in territorio Brasiliano. Dopo questo modello arrivarono le versioni Grigie senza lo slot cartucce ma con giochi integrati, e così via, ma è un altra storia..

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Sul retro della confezione ci sono diversi screenshot inerenti maggiorparte a giochi per 32x o MegaCD. Questo modello era tra l’altro l’ultimo a supportare il MegaCd tramite l’espansione laterale, che fù rimossa in tutti i modelli successivi.

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Il contenuto della confezione, che include un solo controller a 3 tasti.

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Questa versione ha alcune differenze rispetto ai classici modelli che sono arrivati da noi nei negozi. Grazie ad una nuova revisione hardware questo modello ha incorporato l’alimentatore con presa a muro non rimovibile, inoltre ha un selettore tra 110V e 220V in ingresso per ovviare alcuni cambi di tensione all’interno delle varie regioni del paese.

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Come tutti i prodotti TecToy anche questo modello ha le scocche stampate con le diciture di produzione nelal zona Manaus (Amazzonia)

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Infine ci sono le solite cose “standard” come il manuale delle istruzioni della console e del gioco, i foglietti di sicurezza informativi, il Sega Club nazionale e un bel poster di Virtua Fighter per MEGA32x, chiamato così in Brasile.

Alla Prossima

A cura di Manuele “TheDeath”

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Il MegaDrive Asiatico “d’oro” Parte 4

Il tempo passa, e le versioni Asiatiche, come sin da quando iniziai ad interessarmene, si trovano sempre meno. Ci sono dei titoli tra i quali ero addirittura arrivato ad un punto di credere fossero solo delle voci di corridoio e che realmente non furuno mai pubblicati.

Dopo aver reperito diversi giochi (trovate tutto nella Parte1, Parte2 e Parte3) ho comunque avuto modo di trovarne altri, tra cui 2 titoli veramente molto rari da reperire.

Tra i più recenti, nonchè tra i più rari, World Heroes 1. Inizialmente questo titolo era uscito esclusivamente per il territorio Americano ed era stato convertito, sotto licenza Adk/Snk, da “Sega Midwest Studio“. Questo studio ha pubblicato due titoli, NHL95 e World Heroes, successivamente è stato chiuso ed inglobato in altri studi Sega. Una conversione ORRENDA, il gioco risulta quasi ingiocabile e le animazioni sono tagliate e terribili a vedersi. Strano che lo abbiano chiuso, non trovate?

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Restando in tema di Picchiaduro ad incontri, il bellissimo Eternal Champions. Uno dei picchiaduro più riusciti ed esclusivi per il territorio Sega Mega Drive (nonchè MegaCD, dove in primis lo giocai). La versione asiatica è davvero difficile da trovare, ma la cosa più assurda (spesso è poi cosi) l’ho reperito da una persona che abita poco distante da casa mia e per un prezzo quasi irrisorio.

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Ho poi trovato The Ottifants e Captain Planet. Ambedue sono dei platform a scorrimento che condividono la stessa sorte, ovvero che sono dei giochi dimenticabili. I platform belli, su Mega Drive, sono ben altri (Ristar, ad esempio).

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E Infine un pò di motori. G-LOC Air Battle, un titolo abbastanza comune nel parco Pal-Asia ma che anch’esso mi mancava. Il gioco sinceramente non l’ho nemmeno provato (non è proprio il mio genere, eccezione per After Burner e Galaxy Force).

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Per ultimo Virtua Racing, con la sua unica e particolare custodia/cartuccia in versione Grigio Chiaro. Ai tempi in cui uscì non lo avevo, ma sicuramente per quel periodo e per quel titolo era qualcosa di inarrivabile, che sapeva proprio di “futuro” dei videogiochi.

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Me ne mancano ancora parecchi, chissà se avrò la fortuna di riuscire a trovarli tutti. Ci voglio provare con tutto me stesso, ma sono già a buona punto dell’opera!

A cura di “Manuele” TheDeath

16PICSEL2019

Game Gear GGTV Console – Parte Finale

WOW! è passato così tanto tempo da quando ho finito il progetto del mio Game Gear in versione consolizzata che… mi sono dimenticato persino di inserire l’ultima parte!

Ma sono ancora in tempo!

Per realizzare la scatola ho utilizzato del Polistirolo con uno spessore di 2CM. Ero riuscito ad ottenere un buon compromesso tra ingombro e funzionalità per questo mio progetto, pertanto non ho voluto esagerare con le dimensioni della scatola e i suoi contentuti, assestandomi all’incirca come le dimensioni di una scatola del Super Famicom, lievemente più piccola.

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Ho eseguito alcune prove su come avrei potuto sistemare tutti i suoi contenuti all’interno, arrivando a questa soluzione finale.

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Proseguendo, ho misurato tutti gli angoli e le lunghezze, le ho riportate su del cartoncino, le ho ritagliate e le ho incollate su un grosso foglio di carta bianca opaca.

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Successivamente ho assemblato la scatola e dai ritagli del foglio bianco ho ricavato dei lembi per unire gli angoli laterali.

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E infine, sotto con Photoshop! Ho creato la grafica a mio gusto e ho tentato di rimanere sullo stile “Master System”. Siccome mi “avanzava” la cartuccia di Mighty Morphin Power Rangers (che io ADORO, ed oltretutto questo è anche un buon picchiaduro) ho deciso di creare una versione BUNDLE con il gioco incluso al suo interno.

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Ed infine, il risultato finale.

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Questo è stato un progetto lungo, ma soddisfacente. Da quando vidi la produzione fatta da quel ragazzo Giapponese ho sentito la necessità di voler provare a crearne uno anchio, e finalmente il progetto è concluso.

Certo, potrei sempre apportare qualche miglioria (grafica o visiva) e dovrei certamente creare un manuale, che come potete vedere è assente. Chissà, magari la prossima volta, ho troppi progetti in corso, come sempre!

Spero che vi sia piaciuto e che vi abbia ispirato a crearne uno anche voi!

Alla Prossima

Manuele “TheDeath”

16PICSEL2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Game Gear GGTV Console – Parte 2

Arrivati a questo punto, dopo aver configurato gran parte dell’hardware interno, mi sono dedicato alle connessioni video/audio e allo slot delle cartucce.

La scocca che ho acquistato è risultata molto comoda nella parte posteriore, grazie a degli sportelli estraibili, ad incastro, ho potuto collegare direttamente le 2 pcb audio e Power, forando e limando le parti interessate per creare le sagome.

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Dopo la parte audio ho collegato l’entrata della corrente (9V DC) e ho utilizzato una presa din a “C” da 8 Poli, esattamente la stessa che si può trovare nei MegaDrive primo modello e nel NeoGeo Aes.

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Per il Jack dell’alimentatore ho optato di sostituirlo con un altro simile, in quando la pcb occupava troppo spazio, montata sopra, e non permetteva di installare la presa C 8Poli in comodità.

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Seguendo il pinout di un megadrive, e con un pò di pazienza, ho collegato il tutto man mano assicurandomi d’aver collegato correttamente.

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Prima di passare a modificare la scocca superiore ho collegato il tutto ad una TV da 14″ e ho testato il corretto funzionamento. Temevo d’aver sbagliato qualcosa dopo tutti i vari collegamenti e fili, ma fortunatamente non è stato così.

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Una piccola verifica per controllare che il tutto si chiudesse senza ingombri, e si passa alla foratura dello slot cartucce.

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Per “rilevare” la sua posizione nella parte superiore ho misurato, con un calibro, la posizione del portacartuccia nella parte inferiore e ho riportato le misure sulla parte superiore, allargandomi di qualche millimetro in ogni lato per essere sicuro di avere un pò di spazio in entrata.

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Ho nuovamente eseguito un altra verifica per vedere se le cartucce entravano correttamente nello slot, tutto ok!

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Seguendo l’idea di un vecchio modello che avevo creato, ho disegnato la grafica a Photoshop e l’ho applicata sulla scocca. Per il led ho utilizzato una rondella dipinta di nero poichè ho erroneamente forato male il buco del led e ho dovuto rattoppare al meglio che potevo.

Rimane da creare la grafica per la parte posteriore… e la scatola! Esatto, la scatola!!

Nella prossima e ultima “puntata” vi mostrerò il risultato finale, incluso di confezione creata completamente da 0!

A cura di Manuele “TheDeath”

16PICSEL2017

 

 

 

 

Game Gear GGTV Console – Parte 1

Il Game Gear è stato sicuramente il secondo portatile che ho utilizzato di più da ragazzino. Possedevo il GameBoy, ma alcuni miei amici mi spinsero a richiederlo come ennesimo regalo per natale, schermo a colori e retro-illuminazione, a quei tempi fantascenza. Ci passai innumerevoli ore.

Passati gli anni si sà, la tecnologia avanza e compie passi da gigante. Ad oggi, la qualità visiva dello schermo è preistoria, e paragonato a quello che c’è in commercio oggi, una barzelletta. Qui entra nuovamente in gioco Tim Worthington, creatore di diversi dispositivi in grado di modificare l’hardware ai massimi livelli, come abbiamo visto per il Nintendo64 PAL con l’rgb.

Grazie ad una sua scheda specifica di conversione, creata ad hoc, è possibile ricavare segnali RGB e Composito, direttamente dall’hardware del GameGear. Non solo è possibile cambiare lo schermo con un LCD/TFT di qualità superiore, ma è possibile ottenere un uscita video in RGB e proiettarla direttamente su qualsiasi televisore dotato di presa Scart e/o Video Composito. Incredibile!

Acquistai questa scheda di conversione, tramite il suo sito web, diversi anni fà, ma nonostante ho modificato e ri-creato diverse sostituzioni di schermo, scocche diverse e quant’altro, non sono mai rimasto soddisfatto del lavoro e ho un pò abbandonato il progetto così com’èra. Diversi mesi fà girò in rete una notizia che un utente giapponese aveva creato, anche grazie alla scheda di Tim (seppur ricreata da 0) una console/GameGear, con vicinissime somiglianze ad un Master System primo modello, la GGTV Console.

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Lessi tutto l’articolo e ne rimasi colpito, decidendo in seguito di creare qualcosa anchio, seguendo l’idea in generale, ma utilizzando mia inventiva (e quello che capitava a tiro, per così dire).

Decisi sin da subito di abbandonare l’idea di creare una scocca per conto mio. Avevo già ideato cosi simili, nonostante avessi usato varie metodologie, incluso la stampa in 3D, non ero mai rimasto soddisfatto dal risultato finale, tenendo anche conto dei pochi strumenti a disposizione nel mio piccolo laboratorio. Girovagando in rete mi sono imbattuto in una ditta inglese, la Hammond, e optai per una scocca in ABS nera, ideale per “materiale elettronico”, modello 1599.

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La forma si avvicinava molto all’idea di una console da gioco quindi decisi di acquistarla e di provare a lavorarci sopra.

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Il primo approccio è stato quello di immaginarmi la disposizione di tutta la componentistica che mi serviva al suo interno. Dopo aver rimosso lo slot delle cartucce, ho riposizionato il tutto in modo che potessi immaginarmi il pacchetto completo, tenendo presente di ogni collegamento che avrei dovuto effettuare, ogni misura, ogni altezza e tutte le varie pcb con cavi annessi, fino ad arrivare alla disposizione nella foto.

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Il primo lavoro che ho effettuato è stato incentrarsi sulle porte/connesioni necessarie, nella parte frontale della console. Ho forato e creato un tasto power e un tasto per lo start, ho poi collegato ad una presa D-SUB, a 9 Poli, la crociera direzionale, i due tasti, power (5V) e terra, facendo riferimento al pinout di un controller master system.

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Successivamente ho saldato, uno ad uno, i pin che avevo tagliato con una presina, utilizzando un sottilissimo cavo usato per le piattine IDE dei vecchi computer.

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Ho fatto passare ogni cavo sotto la pcb (sospesa da dei piedini presenti all’interno della scocca) e li ho risaldati sulla pcb, ri-creando la connessione primaria che avevo interrotto tagliandoli, seguendo con cura e assicurandomi di collegare tutto nell’ordine corretto.

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Dopo aver controllato con un multimetro ogni connessione, ho applicato della colla a caldo per fissare la basetta che alloggia le cartucce e tutti i cavi di connessione. Al centro, sorretto da un chip guasto, per creare spessore, ho allocato la scheda di conversione e incollato a caldo sul chip, al centro.

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Dopo aver fissato la scheda, ho collegato tutta la parte inerente alla conversione video, seguendo la guida di Tim, sul suo sito web, e ho lasciato asciugare il tutto, pulendo eventuali residui di colla e sporco in generale.

Nel prossimo blog mi occuperò della scocca superiore e le connesioni sul retro della console!

A cusa di Manuele “TheDeath”

16PICSEL2017

 

 

 

 

Sega Genesis 3 Original VS Fake – The Chinese Clone Wars!

Aaah.. i cloni delle console. Han sempre fatto parte di questo mondo, non hanno mai avuto un vero e proprio “successo” e non se ne sono mai andati, rimanendo nell’ombra, in attesa.

Oggi il retrogaming è parlar comune, grazie anche a questo “spopolamento” di massa, i nostri amici dalla Cina hanno trovato nuovi metodi per appetire il palato di un retrogamer, semplicemente offrendo qualcosa di economico rispetto all’originale, oramai diventato costoso e difficilmente reperibile.

Per mia fortuna non ho mai avuto console clone sin da quando ricevetti il NES nell’87, ma mi ricordo benissimo che alcuni miei amici avevano qualcosa del genere, passando dal Terminator 2 (MegaDrive) per arrivare, anni dopo, alla “famosa” Polystation, una vera e propria icona del meme odierno.

Già dagli inzii dei primi cloni, il design era spesso e volentieri diverso dall’originale, quasi a renderlo un prodotto “unico”. Al giorno d’oggi invece sono riproposti in maniera quasi identica, andando a sfruttare il momento “collezionismo” in aggiunta di nuove “tecnologie” e varie licenze scadute o prodotti oramai obsoleti per i consumatori.

Oggi mi è arrivato Il SEGA GENESIS 3, acquistato su Aliexpress.com (una sorta di Amazon tutto cinese). Possiedo l’originale da diversi anni, ma ero curioso di vedere le differenze, anche grazie al fatto del prezzo proposto (circa 30Euro spedito). Questa console, originariamente, fù prodotta da Majesco LTD sotto licenza Sega nel 1998, un ri-lancio economico (49,99 Dollari) come fece Nintendo per Il Super Nintendo ( chiamato “Junior”, in Giappone) e uscì solamente in America.

 

Ad un primo sguardo possiamo notare che la versione originale, a sinistra, e la versione cinese, a destra, sono tuttosommato molto simili.

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La colorazione della scatola originale ha due sfumature di Verde Acqua, mentre quella cinese utilizza Verde Erba e Azzurro alternati.

Oltre all’evidente calo qualitativo delle immagini e dei colori, notiamo subito sul fronte del box che i controller sono decisamente diversi. Nella versione originale è inclusa l’ultima revisione (con modalità TURBO) mentre in quella cinese è proposto il primo modello che uscì a 6 tasti.

Quanto meno c’è da “premiare” il fatto d’aver cambiato immagine del controller con quello inerente nella confezione.

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Da buon tarocco che sia, la versione cinese include i “soliti” millemila giochi in 1 e, come sempre, solamente 5 di loro sono giochi distinti, il resto sono tutti ripetuti all’infinito con nomi e numeri diversi.

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Il retro del box è pressochè identico alla versione originale, a differenza del cambio di colore della scritta in alto, i giochi proposti nel parco titoli sono i medesimi.

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Naturalmente, come qualità di stampa non ci sono paragoni con l’originale.

Per quanto riguarda le dimesioni dei box, sono all’incirca identici.

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La disposizione interna, per la versione cinese, è allocata in una scocca di plastica leggera, include 2 controller anzichè 1 (non menzionati sulla scatola), un foglietto/manuale e l’alimentare/cavo video composito.

La versione originale, invece, ha una bella scatola in cartone rigido.

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Passando alla console stessa, le differenze, al tatto, sono notevoli. La versione cinese non ha praticamente un “peso” suo e sembra leggera come la carta.

La stampa della scritta “SEGA” sulla scocca è storta lateralmente, non è presente l’adesivo arancione sotto lo switch del Power ON/OFF (ideato originariamente in quanto il modello mancava di led che indicava l’accensione), non è compatibile con l’RGB ma solo tramite composito e solo con cavo fornito nella scatola, infine riporta sul retro la scritta “MEGA DRIVE 3” anzichè Genesis 3 come indicato sulle scatole e sul retro della versione originale.

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Il controller è di qualità pessima, tanto che i tasti si muovono e si piegano come fossero denti rotti.

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Infine l’alimentatore, che devo ammettere mi ha fatto sorridere parecchio! Sono spesso pesanti in quanto contengono diversi capacitori/condensatori di grosso calibro e peso, ma quando ho preso in mano quello cinese non ci volevo credere! All’inizio pensavo fosse FINTO. Che fosse, VUOTO. Letteralmente.

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Ho deciso di aprirlo in quando dovevo verificare come diavolo fosse possibile una tale leggerezza per un alimentatore simile, ed effettivamente al suo interno ci sono pochissimi componenti! Abbiamo sicuramente fatto passi avanti nell’elettronica di quei tempi, ma non credevo saremmo arrivati fin qui, a ridurre al minimo la qualità, sacrificando tutto il resto.

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In conclusione posso dire che è sicuramente un prodotto economico senza nessunissima pretesa, ma che non accontenta nessuno delle parti interessate, sia chi voglia collezionare che chi ne voglia fruire, in quanto prodotto qualitativamente inferiore perfino ai cloni che giravano già all’epoca.

Vi consiglio di acquistarlo per il solo alimentatore! Vi assicuro che quando lo avrete in mano l’effetto sarà stravolgente! Abbatterà qualunque pregudizio voi abbiate in merito agli alimentatori anni 90!

A cura di Manuele “TheDeath”

16PICSEL 2017

 

 

 

SEGA NAOMI Net-DIMM Update – Guida

Incredibile cosa siano riusciti a far “girare” su una Sega NAOMI (Il Dreamcast.. Arcade) in questi anni, addirittura arrivando ad emulare con hardware fisico i giochi per l’Atomiswave. Il modulo NET-DIMM è stato l’ultimo “accessorio” su sistemi Naomi, consentiva inizialmente di usufruire dei giochi in versione GD-ROM (molto più economici da produrre rispetto alle Cartucce) e successivamente a ricevere i giochi via network propietario, abbandonando il supporto fisico e passando a quello digitale.

In questa guida vi spiegherò come aggiornare il firmware della Net-DIMM (e DIMM regolare, senza NET).

Per prima cosa bisogna stabilire che tipo di DIMM abbiamo poichè le procedure sono lievemente diverse a seconda del modulo (include o esclude più passaggi):

  • Modulo DIMM senza porta Ethernet (Modulo DIMM/ Non Net-Dimm)
  • Modulo DIMM con porta Ethernet (Modulo NET-DIMM)

Il modulo senza porta Ethernet è stato il primo modello. Dispone esclusivamente dell’uscita SCSI che si collega al lettore GD-ROM.

Il modulo con porta Ethernet è stato prodotto successivamente. Dispone di porta Ethernet oltre a quella SCSI.

La differenza risiede nel tipo di firmware che hanno incorporato al suo interno:

  • Non Net-DIMM generalmente dispone di firmware dal 1.02 fino a cifre inferiori al 3.00
  • Le Net-Dimm invece dispongono, generalmente, dal firmware 3.00 fino al 3.17.

Lo scopo principale dell’update è quello di aggiornare il firmware della DIMM/NET DIMM al numero 4.02, l’ultimissimo firmware disponibile e che consente l’esecuzione dei giochi tramite CompactFlash (CF Card) e via Net-Booting (usando la porta Ethernet).

Il tipo di procedimento, e la sua durata, è dettato essenzialmente da quale DIMM/Net-DIMM abbiate a disposizione, ma soprattutto da che Firmware avete già installato al suo interno. Ogni firmware ha “opzioni” aggiuntive man mano salendo di numero e di consegnuenza ha/non ha bisogno di più/meno passaggi.

Il punto di incontro tra il firmware 1.02 (il primissimo) e l’ultimo, il 4.02, risiede tutto nella versione 3.00. Se la vostra DIMM/NetDIMM ha un firmware inferiore al 3.00 ci sarà più lavoro da fare, se invece possiede firmware superiore al 3.00 sarà più facile ottenere l’update.

Per il tutorial utilizzerò una DIMM, non NET, con firmware 1.02, include più passaggi ma coinvoigerà anche i passaggi che serviranno per chi ha firmware superiore al 3.00.

Per prima cosa si collega la Naomi. Salterò questo punto poichè se vi interessa il tutorial sapete già come collegarla. Do un consiglio però sul tipo di alimentazione da utilizzare: Non usate il CAPCOM i/O o il SEGA Converter per alimentare il tutto (Naomi e DIMM), non è sufficentemente potente per far lavorare entrambe in modo corretto, usate un buon alimentatore per PC!

A Naomi accesa si preme sul tasto TEST, nella sezione DIMM BOARD TEST verrà visualizzato il FW che avete, nel mentre verrà testata la genuinità delle due DIMM presenti all’interno (Essenzialmente sono delle vecchie RAM per pc, da 128MB o 512MB in totale), memorie da cui tra l’altro prende il nome il modulo!

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Per questo modello, che ha il primissimo firmare (e comunque inferiore al 3.00), l’unico metodo possibile per aggiornare la DIMM stessa è quella di dissaldare l’IC che contiene il firmware con uno nuovo, non ci sono altri metodi (anche se effettivamente c’è ma i dischi originali d’update sono molto rari da trovare e non avrebbe senso spendere 300Euro per un update!!).

Vi serve della buona “mercanzia” e buona dimestichezza con il saldatore e aria calda/SMD rework station, smontate tutta la DIMM fino ad arrivare nella zona dove è presente l’IC del firmware. Dissaldate e rimuovete, usate molto FLUX/Pasta Dissaldante.

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L’IC del firmware può essere di due tipi: Un TSOP48 (48Piedini) o un TSOP56 (56Piedini).

In questo caso la DIMM montava un TSOP48, precisamente un 29LV160 della Fujitsu (2MB x 8Bit). Se nella vostra dimm avete trovato un TSOP56 vi servirà un TSOP48 29LV160 poichè inutilizzabile, ma se come nel mio caso avete trovato un TSOP48 si può ri-utilizzare (o se volete potete comunque usarne un altro, nuovo o usato).

Vi servirà, ovviamente, un programmatore di EEPROM/IC. Se ne trovano molti in giro, vi consiglio questo Mini PRO TL866, piccolissimo e molto utile.

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Salterò anche la parte della programmazione (trovate molti tutorial online), su questo 29LV160 dovremo scrivere sopra il firmware 3.17. Questo firmware è necessario per far si che la DIMM riconosca il tipo di firmware, abiliti la parte NET (introdotta in questo firmware) e che ci “aiuti” quando ci servirà successivamente ad aggiornare al 4.02.

Non è possibile aggiornare direttamente al 4.02 scrivendo un 29LV160, non verrebbe riconosciuto dal sistema.

Dopo aver programmato e ri-saldato il chip, ritorniamo nella schermata del TEST per visualizzare che abbia riconosciuto il nuovo firmware.

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Da questo punto in poi subentra anche la parte di tutorial che interessa a chi ha già una DIMM/NET DIMM con firmware superiore al 3.00. Saldare e programmare il chip vi servirà SOLO se avete firmware inferiore a questo numero, se quindi vi ritrovate con, esempio, firmware 3.03 non dovrete effettuare l’operazione di programmazione/saldatura.

Ottimo, ora la nostra DIMM è pronta a ricevere le operazioni via NET e aggiornarsi fino al firmware 4.02! Ci siamo quasi!

Se siete stati attenti avrete notato che nel tutorial ho preso come spunto una Non-NET DIMM, che appunto NON HA il modulo NET, la porta ETHERNET. Come si fà ad aggiornare al 4.02 senza la porta? “Semplice”, vi serve ovviamente il modulo di una NET-DIMM.

Le DIMM sono composte da due unità: Base inferiore con FW e RAM, base superiore con modulo SCSI e/o modulo SCSI/NET. Le basi delle DIMM, tranne che per la quantità di RAM, sono identiche, cambia solo il modulo superiore.

In ogni caso, sia che abbiate già il modulo con NET o che abbiate dovuto prendere in prestito il modulo da un altro modello (come ho fatto io), procediamo con l’update.

Collegate un cavo Ethernet al modulo. Vi servirà un PIC, una “chiave” con codice a ZERO (PIC16F628), googlate, lo troverete, sia come farlo che come comprarlo.

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Cambiate i 3 JUMPER (JP3/JP2/JP1) che avete sul modulo a questa esatta posizione. Questo settaggio ABILITA il NET e disabilita la lettura GD-ROM. Ricordatevi la posizione iniziale perchè a fine lavoro dovrete cambiarla come in origine (se volete usare una CompactFlash, altrimenti lasciate invariato se userete un Raspberry PI o un PC per mandare i giochi via NET)

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Accendete la NAOMI e andate su NETWORK SETTINGS

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Impostate il NETWORK TYPE su ETHER e poi andate su SET IP ADRESS

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Inserite questi parametri, assicuratevi di premere su SET in modo che la NAOMI memorizzi i dati, sia su IP che su NET MASK. Fatto questo, uscite con EXIT e spegnete tutto.

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Un PC con porta ETHERNET qualunquissimo ce l’abbiamo si? Bene, impostate la connesione in questo modo, se non l’avete, createne una. Date poi OK. Ovviamente collegate il cavo Ethernet!

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Googlate e cercate il programma “TransferGame.exe” per NAOMI. Cercate inoltre il firmware per NetDIMM 4.02. Non vi preoccupate, si trovano senza problemi.

Mettete il programma e il FW dove vi pare(rinominatelo in “402.bin”), aprite il prompt dei comandi (RUN=cmd) e digitate: TransferGame.exe 192.168.1.2 402.bin

Per comodità ho messo il tutto nella cartella “manuele” in modo che non dovessi scrivere la locazione esatta nel prompt, tempo perso.

Non premete invio, non ancora.

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Ora accendete la NAOMI, aspettate il boot finche non vi appare la scritta CHECKING NETWORK.

Questa sigla sifnifica che la NAOMI sta aspettando un comando dalla porta Ethernet per “dirgli” che cosa fare.

Date INVIO sul PC.

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Se avete configurato correttamente, la NAOMI si resetterà (due volte) e entrerà in questa schermata, dopo che il PC con il programma e il FW avrà inviato i dati.

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Premete TEST per effettuare l’upgrade. Quando apparirà la scritta SUCCESSFULLY DONE potete spegnere la NAOMI e il PC, scollegando il cavo Ethernet.

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Ri-accendete e tornate nella schermata DIMM BOARD TEST. Se è andato a buon fine otterrete il FW 4.02!

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Per finire, potete cambiare il modulo che avete “rubato” da una NET-DIMM e re-inserire il suo originario (con solo l’SCSI). Se ovviamente la vostra DIMM è già una NET non dovrete cambiare assolutamente nulla ( a parte i JUMPERS).

Buon Divertimento!

16PICSEL2017

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sega 32X PAL ASIA (Singapore)

La repubblica di Singapore è la quarta forza commerciale più grande al mondo. Un paese incredibile, frenetico, caotico, culturalmente e tecnologicamente influenzato da multitudini di diverse nazioni.

Proprio come abbiamo già visto per il Sega Mega Drive, anche il Sega 32X rientrò nella categoria ASIA (Cina, India, Singapore, Thailandia), quella stessa categoria che per SEGA era indicizzato come “altri territori“.

A differenza però del Mega Drive, il 32X fù distribuito dalla WYWY Group, una multinazionale di Singapore, fondata nel 1976 dal bilionario Wong Yip Yan, che racchiudeva al suo interno decine e decine di marchi commerciali, passando da automobili, vestiti, cibi confezionati, fino ad arrivare a SEGA stessa.

Non mi è stato possibile reperire una lista dei titoli pubblicati, a causa delle scarse notizie (come sempre!) in rete, ma per il momento ho acquistato Space Harrier, bellissimo arcade porting dello shooter SEGA.

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Queste versioni PAL Asiatiche, proprio come le versioni PAL, USA e JAP, utilizzano confezioni di cartoncino rigido, in questo caso con una grafica completamente nuova e personalizzata per questa regione.

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Oltre alle immagini del gioco, le lingue riportate per la descrizione del gioco sono INGLESE, CINESE e MALESE.

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Genericamente per uso “in ASIA”.

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Il manuale è completamente in Bianco/Nero, per ogni colonna descrittiva riporta la traduzione in tutte e 3 le lingue supportate.

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Il portacartuccia è in cartone reclicato, mentre la cartuccia stessa ha una label che richiama, naturalmente, la grafica del box.

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Sul retro è applicato un adesivo della WYWY Group per indicare l’autenticità del gioco e della sua distrubuzione.

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Esteticamente le trovo davvero belle! Spero di poterne trovare ancora.. chissà magari anche la console stessa!.

Alla Prossima

16PICSEL2017

Playstation 1 Australia Slim Case

E’ pazzesco, ma non si finisce mai di scoprire qualcosa. La mia solita routine “ebayana” mi ha portato a scovare un “mondo” che non conoscevo, i giochi PAL per Ps1 in versione Australiana.

Capitò per caso, nel feed di ebay, una copia di Tony Hawk Pro Skater 3. Mi ci sono soffermato sopra solo per ripensare “Quante ore ci avevo speso per Tony 3 su Ps2? Madonna…” ed esaurito il pensiero, noto che la custodia era diversa. Subito pensai “ma si, l’avranno scambiata perchè magari rotta o chissà” ma soffermandomi anche sui primi dettagli iniziai a notare che non era affatto così.

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L’asta proveniva da Ebay Australia, cliccai sul venditore e i suoi oggetti in vendita, e nel mentre guardavo, notai che non era l’unico gioco così.

Neanche fosse l’ultimo giorno della terra, tempo pochi minuti ero finito nel loop di Ebay.com.au (per l’appunto, l’ebay australiano) e dopo circa 3 ore buone di pagine arrivai ad ua conclusione scentifica: “No… ma che figata. Ne voglio sapere di più”

Iniziai ovviamente la ricerca con il compagno d’avventure più fedele, Google, ma sorprendetemente, non ho trovato molto, ad essere sinceri, quasi niente. Chiaramente era una cosa un pò all’ordine del giorno, sia per TecToy, Samsung, KokoCapcom e così via, non avevo poi trovato granchè come informazioni, ma il vuoto totale mi era avverso fino a questo momento.

Proviamo a fare intuizioni un pò alla volta. THPS3 è stato uno dei non molti ultimi giochi rilasciati per Ps1 nel 2001 (fino al 2002), utilizzava il motore grafico del secondo capitolo, ma era abbastanza diverso rispetto alla controparte per Ps2, dove appunto era stato rilasciato, nel primo anno della nuova console Sony. Inizialmente pensai che queste versioni fossero abbinate agli ultimi titoli rilasciati, ma scopriì poi, nelle ricerche, titoli come Ape Escape e Wipeout 2097, decisamente più datati.

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L’unica vera è propria differenza, in questo caso, è appunto la custodia del gioco, che ho messo a confronto con la mia Versione PAL Italiana. Queste edizioni Australiane venivano fornite in custodie “Jewelcase“, per intenderci, le custodie dei CD MUSICALI.

All’inizio fù abbastanza deducibile il cambio della custodia, trovavo strano che non avendone nè letto nè sentito mai parlare, ero abbastanza sicuro si trattasse di un semplice cambio, ma ci sono stati diversi particolari, unici, che mi hanno confermato l’autenticità di queste versioni.

Il primo “indizio” è stato il logo olografico di Playstation sulla confezione. E’ praticamente impossibile da rimuovere e applicare nuovamente su un altra custodia poichè è studiato in caso di manomissione (per l’autenticità del prodotto, ovviamente)

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La qualità della stampa sul retro è di pari fattura alla mia versione PAL ITA, nonostante oggi sia “possibile” replicare delle cover, analizzando poi il dettaglio, soprattutto a confronto diretto, se vi è tale differenza la si noterebbe subito.

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Ma la conferma finale l’ho avuta con il porta cd, con tanto di logo playstation incavato nella plastica, esattamente come le versioni “grosse” dei giochi PAL.

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A questo punto, anche grazie al fatto di averne scoperti altri, da venditori differenti, ero praticamente certo si trattasse di un prodotto autentico. Può sembrare banale, ma al giorno d’oggi, con tutte ste riproduzioni in circolo, i dubbi sono sempre più presenti, soprattutto nell’acquisto online verso persone lontane e sconosciute.

Ho proseguito confrontando i CD dei giochi, la versione AUS riporta la scritta “Manufactored in Australia“, visivamente risulta diverso come stampaggio (il CD ricorda le versioni Americane, con il centro bordato di nero prima della stampa),e  il codice del prodotto ha in aggiunta la sigla ANZ ma rimane numericamente PARI alla versione PAL ITA.

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Il manuale invece, molto più sottile, ha solo la lingua inglese, mentre la versione PAL ITA ha anche lo spagnolo e l’inglese.

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Anche nella versione AUS è presente la sovracopertina di carta spessa.

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Al di là di queste informazioni visive e poco chiare, non ho trovato nulla in rete. Su qualche forum ho potuto leggere informazioni molto vaghe su queste versioni, con alcune “liste” non complete di persone che hanno cercato di reperire queste versioni in modo completo, contando all’incirca 40/50 titoli nella lista.

Per il momento rimane un pò tutto nel dubbio… è la domanda che mi spinge a chiedermii “perchè le hanno fatte così, per quale motivo?”

Nel frattempo aspetto che suoni nuovamente il postino… abbiamo bisogno di altri confronti, non trovate?

A presto

TheDeath

16PICSEL2017

 

 

 

 

 

 

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