Sega Saturn TecToy Brazil (WHITE)

Era da un paio di anni che ero alla ricerca di un Sega Saturn Bianco in versione Brasiliana, finalmente quel momento è arrivato. A proposito, come state? A casa tutto bene? Sono stato poco presente (e lo sarò sempre) ma prima o poi ritorno a scrivere sul mio blog, vedo anche che ultimamente ha molte più visualizzazioni di prima, son contento che molti di voi lo leggano e spero vi possa aiutare e/o incuriosire.

Ma torniamo al succo del discorso.

Più volte vi ho menzionato come TecToy fosse unica nel suo genere, sia come prodruttrice che come distributrice di videogiochi/console, e non è stato niente di diverso nemmeno per quanto riguardava il Sega Saturn.

Questa versione Bianca, principalmente commercializzata in Giappone, è stata l’unica versione (Dopo la Cina) che è sbarcato su altri territori, arrivando fino in Brasile. Noi europei e americani potevamo solo accontentarci delle versioni Nere, e basta.

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Questa bella confezione, di formato piccolo e che ricalcava le versioni Giapponesi/Europee del secondo modello della console, con tasti tondi, ha una confezione con un design tutto suo, proprio come le altre versioni in commercio.

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Ai lati della scatola sono riportati gli screenshot di alcuni giochi disponibili per il mercato Brasiliano.

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Ed include la console, 1 controller, 1 Gioco tra i 3 sottostanti (Daytona, Virtua Fighter Remix o Sega WW Soccer 97), 1 cavo di alimentazione, 1 cavo video composito e il manuale delle istruzioni.

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La nota interessante del manuale è che raffigura il primo modello del Saturn, la versione con i tasti Ovali. All’inizio pensavo si trattasse di un rimpiazzo ma ho poi scoperto che il suo manuale è proprio quello. TecToy, per risparmiare sulla produzione, decise di includere il manuale raffigurante questo modello, nonostante il procedimento dell’operazione della macchina fosse, ovviamente, identico, quindi cambiava ben poco.

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La cosa più interessante è che queste console arrivavano dal giappone ma venivano modificate dalla compagnia con un segnale video PAL-M (60Htz), funzionavano a 110V ed erano in grado di leggere esclusivamente giochi di regione AMERICANA.

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Come da prassi Tectoy “marchiava” tutti i loro prodotti con un seriale, sia sulla console che sul libretto (ed ecco anche scoperto il motivo per il quale il libretto stesso è appunto quello corretto per la confezione). Il cosidetto “seriale batendo”.

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E Infine le solite immancabili specifiche.

Son davvero contento d’averlo. A presto 🙂

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Nintendo SWITCH Pro Controller Arcade Stick MOD

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Finalmente è arrivato Ultra Street Fighter 2 su Nintendo Switch! Era un titolo che aspettavo già dall’annuncio della nuova console, con nuovi personaggi, nuovi bilanciamenti e modalità online funzionale.

Sono consapevole che su questo blog, 16PICSEL, tratto principarlmente materiale Asiatico/Coreano/Brasiliano e così via, ma vorrei espandere i contenuti, perchè ho interesse in qualunque cosa relativa ai mondo dei videogiochi, e proprio come molti altri, mi piace anche l’elettronica e le modifiche inerenti al settore.

Ho sempre e dico sempre, giocato a Street Fighter con l’arcade stick (ma così come praticamente il 99% dei picchiaduro). Dato che questo gioco, con i JoyCon, assolutamente NON funziona (ingiocabile), speravo avrei trovato “conforto” con il pro controller, ed un ottimo controller tra l’altro, ma non sono riuscito nemmeno in quel caso a trovare quel conforto tipico che ho quando utilizzo l’arcade stick per questi giochi.

Ho già modificato parecchi controller in passato per renderli degli arcade stick e se ci penso bene, non me ne manca per nessuna console, almeno, per quelle che lo richiedono (il NES non è sicuramente tra questi), quindi, dato che attualmente un arcade stick per Switch non “esiste” (o almeno, quello della HORI ancora non è in commercio, e chissà se lo sarà mai a questo punto) ho deciso di sacrificare un pro controller a favore della mia schizofrenia.

 

Dopo aver completamente smontato il controller facendo riferimento su Google/ifixit, ho creato il corpo dello stick utilizzando pannelli di PVC spessi 0,5cm, ho forato l’uscita della presa USB C e posizionato la motherboard secondaria sul piano, incollando la batteria agli spinotti con della colla a caldo.

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Ho analizzato la prima motherboard, che è collegata alla seconda tramite un cavo piatto, fortunatamente riscontrando i pads tasti/direzionali “vecchia maniera”, con punti di saldatura possibile senza troppi sforzi, in questo caso. Temevo che, come ad esempio il pad della PS3, la pcb utilizzata fosse di plastica sottile e i pads fossero di grafite conduttiva invece che di metallo, ma fortunatamente, anche confermando le ricerche su internet, non è stato così, rendendomi il lavoro in gran parte più facile.

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La vera difficoltà l’ho riscontrata per i tasti dorsali. R/L e ZL/ZR sono sistemati su, appunto, un foglio di plastica conduttiva con piste di grafite. Questo foglio a “T” finisce su un connettore piatto a 5 PIN.

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Utilizzando un multimetro e seguendo le tracce anche visivamente ho rilevato i punti di connessione, i pinout.

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Seguendo i “vias”, ovvero le piste, e partendo dal connettore a 5 pin, ho rilevato dove le tracce si posizionassero sulla pcb nella parte frontale, in modo che avrei potuto saldare il tutto direttamente sul fronte.

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Sfortunatamente (ma giustamente, siamo nel 2017) questa pcb ha dei punti di connesione estremamente minuscoli, sia per quanto riguarda i tasti dorsali che per i tasti “+/HOME/SHARE”.

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Ho dovuto utilizzare dei cavi spessi da 0,02decimi e forzarli all’interno dei forellini (i Vias, appunto) finchè non fossero passati dall’altro lato della pcb e infine applicare giusto un micro-goccio di saldatura a stagno per farli rimanere in sede.

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Questi sottilissimi (e molto fragili!) cavi mi hanno preoccupato sulla loro tenuta generale, quindi ho preso una vecchia scheda JAMMA arcade oramai guasta e irriparabile e ho rimosso il connettore jamma per creare vari ponticelli in modo che avrei potuto adattare i fili disponendoli a piacere oltre che a poterli mappare con più facilità.

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Ho rimosso lo sporco con carta vetrata e ho diviso il connettore in base a tutte le connesioni che mi servivano.

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Ho preseguito a saldare iniziando a mappare i tasti sui pads, hanno tutti e 4 i ground in comune.

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Poi il turno della crociera direzionale, anche in questo caso il ground è comune ma NON si collega al ground dei tasti, per tanto ho dovuto creare un altro punto di connessione sul mio schedino jamma ed utilizzarlo esclusivamente per il ground dei tasti.

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Infine la parte più rognosa, dove ho dovuto mappare le micro vie una ad una ed inserire i cavi da 0,02 all’interno. Anche in questo caso il ground è comune per questi tasti ma non si collega nè ai direzionali nè ad A/B/X/Y. Sostanzialmente la PCB gestisce 3 MASSE(ground)  individuali. Il simbolo della casetta mi è venuto benissimo.

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Il risultato finale, con lo schedino jamma extra da 3PIN per le 3 MASSE.

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Seguendo lo schedino che mi sono creato ho iniziato a collegare tutto il resto dello stick. Ho utilizzato tasti e leve SANWA. Lo schedino jamma è stato incollato su un pezzo di legno in modo da poterlo ereggere per praticità nella saldatura.

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Ed ecco il risultato finale 🙂

Spero magari possa aiutarvi nel creare il vostrom se ne sentite il bisogno irrefrenabile come il sotto scritto! Ci si becca online allora? HADOUKEN!

A cura di Manuele “TheDeath”

16PICSEL2017

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Playstation 1 Australia Slim Case PT3

Pensavo d’aver smesso con le versioni Australiane dei giochi Ps1, ma abbiate pazienza, sono dannatamente irresistibili per me.

Oramai abbiamo ben capito di cosa si tratta, pertanto non mi divulgherò in inutili parole analitiche ma vi mostrerò direttamente alcune foto e qualche curiosità che ho potuto notare (anche facilmente) in modo visivo.

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Questa mattina mi sono arrivati, da un amico che abita a Melbourne, un bel lotto succoso di giochi, tutti rigorosamente Slim Case, chiaro.

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i titoli che ho ricevuto sono bene o male tutti giochi che ho già giocato, chi più (alla nausea) chi meno (1 ora?) e che ho già in versione PAL Europea, solo che, anche sta volta, non ho saputo resistere e dire di no.

Pac-Man WorldSpiderMan della Neversoft/Activision (Tony Hawk Pro Skater 2!)… Crash Team Racing, mammamia! Questi sono i titoli che, nel lotto, ho sicuramente giocato di più.

Pac-Man world, all’epoca, mi piaque moltissimo. L’ho giocato anche di recente e non mi ricordavo affatto della difficoltà sempre crescente man mano che si proseguiva nel gioco… così come non ricordavo alcuni problemi di camera e salti un pelino imprecisi e scomodi su alcune zone, però mi era piaciuto e mi piace tutt’ora.

La versione Slim Case Australiana si differenzia nella colorazione blu del disco, decisamente di tonalità diversa, oppostamente per il libretto (separati dalla nascita?). Il viaggio in California mi sarebbe piaciuto, se sono ancora in tempo, parteciperei, grazie.

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Ma ci sono anche i giochi brutti, eccome se ce ne sono.

Thrasher Skate And Destroy è uno di quelli, quando credevi che Rockstar fosse già ai massimi livelli sin dagli inizi. Ero in piena fase “SKATE OR DIE“, andavo in skate, tornavo a casa e giocavo a Tony Hawk Pro Skater. E tra un masterizzato e l’altro (chi non?) conobbi Thrasher, ci giocai e ci giocai per parecchio tempo, e lo odiavo, madonna se lo odiavo.

Era un titolo che si presentava bene, belle musiche, graficamente valido e l’idea di skatare con qualcos’altro che non fosse (l’ottimo) Tony mi appagava, se non fosse che il gameplay era atroce, comandi strutturati malissimo e quell’effetto “on the moon” durante i salti che lasciava molto a desiderare, per non parlare poi del collision detect, infame.

E che ci fanno gli australiani? Cambiano la tonalità della colorazione del disco, chiaro, e rimuovono la scritta “Compact DISC” per chissà quale motivo. Sarà su DVD? O Su Blu-Ray?

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Tenchu 2 invece rientra nella categoria dei “meno”, l’ho solamente provato, mi ricordo ci giocassero i miei amici ma personalmente l’ho provato più volte sia allora che di recente ma non mi è mai piaciuto più di tanto.

Nella versione australiana hanno rimosso il Pegi 18 (spostato in copertina come Mature 15+, il loro rating insomma) e la scritta in Kanji Giapponese (avran pensato, tanto chi la capisce?)

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Per finire, tralasciando il resto che è risultato praticamente identico alle versioni PAL Euro, Cool Boarders 4.

Qui la colorazione del disco è più accesa, ma a causa della tipologia di anello centrale utilizzato “simil giochi americani“, si è perso il dettaglio del viso di questo pseudo sole/maschera tribale.

Ho giocato molto al 3, tantissimo, ma il 4 a dire il vero non l’ho ancora provato.

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A cura di Manuele “TheDeath”

16PICSEL2017

 

 

 

 

 

 

 

Sega 32X PAL ASIA (Singapore)

La repubblica di Singapore è la quarta forza commerciale più grande al mondo. Un paese incredibile, frenetico, caotico, culturalmente e tecnologicamente influenzato da multitudini di diverse nazioni.

Proprio come abbiamo già visto per il Sega Mega Drive, anche il Sega 32X rientrò nella categoria ASIA (Cina, India, Singapore, Thailandia), quella stessa categoria che per SEGA era indicizzato come “altri territori“.

A differenza però del Mega Drive, il 32X fù distribuito dalla WYWY Group, una multinazionale di Singapore, fondata nel 1976 dal bilionario Wong Yip Yan, che racchiudeva al suo interno decine e decine di marchi commerciali, passando da automobili, vestiti, cibi confezionati, fino ad arrivare a SEGA stessa.

Non mi è stato possibile reperire una lista dei titoli pubblicati, a causa delle scarse notizie (come sempre!) in rete, ma per il momento ho acquistato Space Harrier, bellissimo arcade porting dello shooter SEGA.

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Queste versioni PAL Asiatiche, proprio come le versioni PAL, USA e JAP, utilizzano confezioni di cartoncino rigido, in questo caso con una grafica completamente nuova e personalizzata per questa regione.

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Oltre alle immagini del gioco, le lingue riportate per la descrizione del gioco sono INGLESE, CINESE e MALESE.

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Genericamente per uso “in ASIA”.

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Il manuale è completamente in Bianco/Nero, per ogni colonna descrittiva riporta la traduzione in tutte e 3 le lingue supportate.

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Il portacartuccia è in cartone reclicato, mentre la cartuccia stessa ha una label che richiama, naturalmente, la grafica del box.

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Sul retro è applicato un adesivo della WYWY Group per indicare l’autenticità del gioco e della sua distrubuzione.

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Esteticamente le trovo davvero belle! Spero di poterne trovare ancora.. chissà magari anche la console stessa!.

Alla Prossima

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VS: Ps2 KOR Korea – Ps2 PAL Europe

Fight On!

Torniamo in Corea per parlare ancora una volta di Playstation 2. Dopo avervi introdotto Capcom (KokoCapcom), ho reperito dei giochi proveniente da due grandi colossi di produzione ludica, SNK Plamore e KONAMI. Con l’occasione, sperando di rendere maggior interesse nell’articolo, li confronterò visivamente con le versioni PAL Europee, qualche dettagli risulterà interessante, fidatevi.

Per la controparte SNK, precisamente ieri pomeriggio ad un mercatino dell’usato (strano ma vero) ho reperito Metal Slug 3, conversione 1:1 della versione NEO GEO su console SONY, nuovo sigillato.

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Basandomi su semplice gusto personale, non trovo un vincitore. La copertina Coreana è la stessa identica copertina della versione Giapponese, ma quella PAL mi piace equalmodo. In genere le copertine PAL dei giochi Ps2 non sono tutte belle, anzi, direi l’opposto, ma l’immagine proposta, meno “anime” e più “fumettosa“, personalmente mi piace.

L’immagine che seguirà, più precisamente, il logo, è ciò che SNK intraprese per la pubblicazione nel mercato Coreano.

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MEGA è una compagnia di sviluppo Sud-Koreana fondata nel 1998. La storia, in termini di sviluppo, è relativamente breve e in sostanza hanno sviluppato ben pochi giochi. Tra i più importanti sicuramente c’è METAL SLUG 4 Per Neo Geo Aes/Mvs, unico capitolo della saga NON sviluppato da SNK stessa, anche a causa della bancarotta finanziaria che causò il decesso della compagnia nel 2001, rinnovato successivamente come PLAYMORE (2001) e due anni dopo, nel 2003, come SNK Playmore (ndr. oggi chiamata semplicemente “SNK“).

Grazie ad un buon successo del gioco e notorietà della compagnia, nonostante considerato il capitolo meno ispirato di tutta la saga, MEGA entrò ufficialmente nella “famiglia” SNK e potè pubblicare tutto quello che riguardava i giochi SNK nel territorio Coreano. Oltre a Metal Slug 3 furono pubblicati anche giochi come: Capcom Vs Snk Chaos, Power Instinct Matrimelee, The King Of Fighters 2002/2003 fino ad arrivare a KOF Maximum Impact 1.

E KONAMI?

Loro scelsero molto probabilmente la strada più diretta (ma dispendiosa), ovvero pubblicarono tutto a loro nome, senza usare terze parti di alcun tipo, cambi di nome e di pubblicazioni.

Ho recuperato Neo CONTRA e CONTRA Shattered Soldier (Shin Contra in Giappone), saga che seguo dagli albori e che ho sempre amato, anche più di Metal Gear Solid, devo ammeterlo.

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Qui non vi è molto da aggiungere, bastarebbero le foto per parlare (o per scrivere). Direi che si tratta più di gusti personali. Per quanto riguarda la copertina PAL di Neo CONTRA devo ammetere che è decisamente riuscita meglio, anzichè mantenere la copertina Giapponese nella versione Coreana.

Shatter Soldier invece, uhm, vediamo…  pareggio? Giudicate voi

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See ya!

A cura di Manuele “TheDeath”

16PICSEL2017

Playstation 1 Australia Slim Case PT2

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Figuriamoci se me ne stò buono e tranquillo dopo una “scoperta” del genere, non esiste. Un piccolo e primo update dei giochi Ps1 in versione Australiana, per chi si è perso il primo articolo può leggerlo qui! 🙂

Mi è arrivato TIME CRISIS 1 In versione Platinum e SYPHON FILTER 2 Black Label, doppio disco.

Time Crisis è stato uno dei moltissimi giochi che ho giocato a sfinimento prossimo, amando House Of The Dead, è sicuramente stato il mio battesimo nel mondo degli Shooter su Binari, gioco spettacolarmente action e divertente, G-Con immancabile!

Syphon Filter 2 invece non l’avevo mai giocato, conoscevo il primo capitolo e ci giocai all’epoca ma mi fù prestato da un caro amico, ricordo fosse abbastanza valido ma non riuscii a giocarci molto. Logan quando correva mi faceva un sacco ridere, era davvero goffo.

Ho appositamente acquistato queste due versioni, da un lato per vedere come si presentavano i Platinum (che detto tra noi, non mi sono mai piaciute, soprattutto per la mancanza della grafica sui dischi, da ragazzino li odiavo e trovavo fossero copie inferiori!) e dall’altro per vedere le versioni a 2 dischi.

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Su TC non c’è molto da dire, è sostanzialmente identico ad un non platinum (grafica del disco esclusa!!) ma in formato Jewelcase, proprio come Tony Hawk Pro Skater 3. Sia sul disco che sulle copertine/manuale è riportata la dicitura “Manufactored in Australia“, così come il RATING (da noi, il PEGI) M15+.

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Syphon Filter 2 invece ha un unica differenza che rende appunto TUTTE le versioni a due dischi di simile fattura, ovvero il porta disco stesso. Se nelle versioni a disco singolo sono brandizzate “Playstation“, in queste edizioni hanno utilizzato “semplici” porta dischi doppi, non brandizzati. Sicuramente per un discorso di risparmio economico, in quanto queste versioni si possono comunemente trovare nei CD musicali anni 90/2000, ma dato che furono interamente prodotti in Australia non è chiaro il motivo di tale scelta. Un pò come se la ferrari inserisse un volante fatto in Cina, nelle loro vetture, e tutto il resto di completa produzione Italiana (forse.. al giorno d’oggi.. hehe).

Spero abbiate gradito l’update, perchè è solo la prima parte!

TheDeath

16PICSEL2017

 

 

Master System SUPER COMPACT TecToy

Dopo avervi introdotto sulle esclusive TecToy per Master System, oggi vi parlerò di hardware, specificatamente dell’unica vera e propria esclusiva per il territorio Brasiliano, il Master System Compact della TecToy.

Commercializzato nel 1994, il System Compact è la risposta economica del Sega Mega Jet, console portatile di base MegaDrive che fù rilasciata solo in Giappone, a seguito di un buon successo del prodotto, disponibile solo sulle compagnie aeree ANA Airlines.

Questa console, proprio come Il Sega Mega Jet, è un ibrido tra portatile/fissa, senza schermo TFT, legge esclusivamente giochi MS ed è collegabile al televisore tramite wireless modificato del MARK III Telecon Pack, periferica uscita solo in giappone che permetteva di utilizzare il Sega Mark III (da noi appunto, il Master System) tramite wireless RF ad antenna.

Sostanzialmente si tratta di un GameGear, senza schermo, con master converter incorporato (per i giochi MS) e wireless RF!

Furono commercializzati 3 BUNDLE con rispettivi giochi già incorporati: Sonic The Hedgehog, Alex Kidd In Miracle World e Super Futebol II (Kick Off), l’intera produzione dalla A alla Z fù completamente realizzata e idealizzata dalla TecToy, proprio come tutti i suoi prodotti sotto licenza.

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Overview del packaging e presentazione del prodotto alla clientela:

Partendo fin da subito con il protagonista, Il SC ha un design particolarmente strano e il feeling in mano risulta poco confortevole. Il peso è davvero ridotto, ma la crociera direzionale e i tasti di gioco (non marcati con A B e Start) sono abbastanza macchinosi. Ammetto che la croce direzionale del Master System non mi è mai piaciuta più di tanto (sin da bambino la trovai scomoda all’uso e con pochissimo grip), in questo modello è migliorata la presa grazie alle semisfere presenti sulle direzioni, ma la movibilità della crocera stessa è tremenda, rumorosa e dura.

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Il retro della console con loghi di licenza, stampa e indicazioni generiche del prodotto. Il SC, proprio come il Sega Mega Jet, permette l’utilizzo alternativo di 4 PILE AA per l’alimentazione.

Passando ai lati, sulla parte sinistra è presente lo switch ON/OFF

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Una presa per collegare un secondo controller (Master System o Mega Drive) per il Player 2

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Al lato opposto, presa per spinotto dell’alimentazione, presa per antenna RF e switch di selezione canale CH3/CH4 per migliorare la compatibilità di ricezione del canale. Questa parte proviene direttamente dal MARK III Telecon System modificato all’interno.

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Infine, al centro, lo slot per le cartucce MS con sportellino anti-polvere

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Come funzionava il tutto? Il modulatore MARK III Telecon incorporato si collegava tramite antenna RF al box modulatore collegato alla TV, tramite una frequenza propietaria. Nella foto sotto una simulazione di collegamento dell’apparato.

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Dulcis in fondo, il libretto delle istruzioni in bianco e nero, sia della console che del gioco incluso, con foglietti di garanzia e licenza sega.

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Al prossimo articolo!

Manuele “TheDeath”

16PICSEL

 

 

 

 

 

MegaDrive II By TECTOY Brasile

Viajar na maionese!” Che se cercate il blog di cucina, scusate, è il posto sbagliato!

“Una cosa molto assurda”, che fù la stessa identica cosa che pensai quando scoprì il mondo SEGA in Brasile, ma partiamo dagli inizi.

Se come molti di me si ricorderanno della fantastica GIG (nd. Giochi Preziosi), in Brasile sicuramente si ricorderanno inverosimilmente della loro TEC TOY.

Formata da ex dipendenti “Sharp“, la Tec Toy divenne, in pochi anni, una delle compagnie di pubblicazione/distribuzione più fruenti in tutto il territorio. Dopo aver fiutato la nuova ondata di business relazionata ai videogiochi interattivi, Tec Toy acquistò la licenza dei prodotti SEGA e si mise da subito alla commercializzazione dei suoi prodotti.

A differenza di Nintendo, che non ottenne nessun partner così convenevole, Tec Toy ebbe un successo INCREDIBILE, tanto che a quell’epoca, se si parlava di videogiochi, si parlava di SEGA Master System e Mega Drive. Fù così prorompente nel mercato che se ne continuò a parlare (e a uscire videogiochi in commercio) fino al 1997. Il Nintendo NES (Nintendhino, come lo chiamavano loro) e lo SNES erano praticamente INESISTENTI.

I videogiochi rilasciati furono davvero molti, alcuni di questi (i primi giochi a catalogo) erano distribuiti in bellissime confezioni cartonate, altre invece furono delle vere e proprie esclusive per il Brasile, come ad esempio Duke Nukem 3D o Yu Yu Hakusho Sunset Fighters.

Tec Toy però, a differenza della nostra GIG, non solo distribuiva e pubblicava, ma fabbricava anche tutti i suoi prodotti (console, giochi, accessori) all’interno del suo territorio, tutto ciò gli concesse di poter rilasciare revisioni hardware proprie, nuove console e nuove “versioni” a proprio piacimento.

Ed è qui che entra in gioco il MEGA DRIVE II che sono riuscito a reperire grazie ad un amico, ed è stata più un occasione unica che rara. Lo è stato perchè i Brasialiani, proprio come i Giapponesi, sono estranei a Ebay e utlizzano un circuito di commercio online dell’usato tutto loro (MercadoLivre) dove naturalmente, proprio come per Yahoo Auction, non è possibile acquistare in modo diretto, ma bisogna appoggiarsi a qualche amico (o agente) che acquista e spedisce per conto nostro. Ad aggiungersi al fatto che sono anche difficili da reperire posso garantire che è stato un momento più che fortunato!

Naturalmente la prima domanda è: “Perche si chiama MegaDrive 2? è chiaramente il primo modello (Europeo e Americano) che tutti noi ben conosciamo“. Qui subentra quanto anticipato prima, ovvero che Tec Toy, avendo piena licenza, poteva creare “revisioni”, vere o non, di tutto quello che produceva. In questo caso è stata una mossa commerciale per illudere il consumatore di un nuovo modello “con hardware interno migliorato”, in quanto il primo modello che tutti noi conosciamo fù realmente commercializzato, ma che effettivamente non aggiungeva nulla di nuovo rispetto a prima.

Quindi il Mega Drive 2 che è uscito da noi come lo hanno chiamato da loro?” Bhe facile no? Mega Drive III! Ma forse stò correndo un pò troppo!

Ritorniamo al nostro Mega Drive II

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Questa è la presentazione del box della console, oltre a includere Sonic The Hedgehog veniva mostrato il rendimento su una vera tv, i giochi disponibili, il master system converter e i contenuti generali della confezione.

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La disposizione all’interno del box, con un vano per la cartuccia di Sonic sotto la console stessa.

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E naturalmente la regina della festa! Prodotta interamente in Brasile. Il suo stile ricalca molto la versione Americana (Sega Genesis) che riporta la scritta HIGH DEFINITION GRAPHICS nella parte superiore, la sua esclusiva scritta MEGA DRIVE II, mentre sul retro riporta il logo TEC TOY, la zona di produzione e le specifiche della console con l’indicazione della licenza SEGA. La console è di regione “PAL” a 50Htz.

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Vari opuscoli e certificati di garanzia con codice numerico, riporta inoltre i centri di riparazione/sostituzione ufficiali in tutto il territorio Brasiliano.

Le istruzioni sono riportate in portoghese su un semplice manualetto in bianco/nero.

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Il classico controller a 3 tasti, che a differenza delle versioni PAL/JAP e USA ha la dicitura “MEGA DRIVE CONTROL PAD” anzichè “Computer VideoGame Control pad“, quasi a voler indicare l’esclusività del suo utilizzo.

L’alimentatore, che stranamente è sia pesante che molto grosso e ingombrante, riporta la dicitura del voltaggio (220V) e gli heartz di frequenza (50Hz)

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L’immancabile modulatore RF, l’incubo di ogni giocatore dell’epoca!

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E infine il gioco incluso, Sonic The Hedgehog. Il box, anch’esso stampato in brasile, ha un design della confezione tutto suo, con nuovi font e screenshot del gioco.

Il manuale, in portoghese, è completamente in bianco/nero, inclusa, teoricamente, la copertina.. ma può darsi che qualcuno ha avuto il momento “pittore” quel giorno…

A cura di Manuele “TheDeath”

16PICSELS 2016

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